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Inviato da FabioGreggio il 7/10/2008 23:36:01 (2147 letture)

Un Papa che ha le scarpe di Prada Che ha i vestiti di Gattinoni Che ha una banca privata Che costa agli italiani 4 milardi di euro l'anno Che ha un patrimonio immobiliare stimato in 900.000.000.000,00 di EURO
Te credo che per lui il denaro non conta niente.
Dillo alla pensionata Pinuccia di Abietegrasso che campa con 600 euro al mese e deve pagarsi il ticket grazie a Formigoni)
Aufidasein
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Inviato da netposeidon il 7/10/2008 23:29:40 (1778 letture)
A Perugia si è aperto il processo a carico degli indagati per l'omicidio di Meredith Kercher. La prima udienza preliminare ha avuto luogo circa 10 mesi dopo un assassinio brutale e gratuito (ma quale delitto non lo è!) ai danni di una studentessa che chiedeva solo di avere un futuro. E' passato talmente tanto tempo che tutti i principali quotidiani nazionali (a quelli esteri importa poco) hanno avuto la non rara opportunità di dissertare sui nuovi look degli indagati, un maglioncino con scollo a V ed espressione dimessa e intristita (del resto l'accusa è pur sempre pesante...) per Amanda (“viso d'angelo”...secondo i suddetti quotidiani) Knox, capelli lunghi e cotonati per il neo dottore Raffaele Sollecito, jeans, maglia e testa rasata per Rudy Guede, l'unico ammanettato! E il look della povera Meredith?! Già...quello non è cambiato, lei è ancora morta, ma pochi sembrano badarci. Tutti però hanno evidenziato il tenero sorriso che i due fidanzatini di qualche mese fa sono riusciti a scambiarsi, nonostante l'imponente schieramento di agenti a frapporsi tra loro, “il tenero sorriso dei vent'anni” (parola di avvocato difensore!). E il tenero sorriso di Meredith?! Lei non sorride più, qualcuno le ha impedito di continuare a farlo e i sospettati sono tutti e tre alle prese con il processo per il suo brutale assassinio, che pochi (o nessuno?) quotidiani hanno avuto cura di ricostruire (eh sì perché in Italia 10 mesi di attesa prima dell'inizio di un processo sono come dire 5 minuti!).
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Inviato da FabioGreggio il 12/9/2008 11:13:19 (2710 letture)
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SPETTACOLO : Franca Rame a Vicenza il 3 settembre con Lo Stupro |
Inviato da FabioGreggio il 1/9/2008 23:35:36 (1765 letture)
Inaugurazione Festival No Dal Molin 18.00 al Presidio Permanente
Dopo lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame, mercoledì 3 settembre alle ore 22,30, sarà proiettato il documentario “La ragione dei vinti (Storie di uomini invisibili) Vicenza e Aviano, due casi ancora aperti”, opera prima del giovane regista genovese Cesare Semovigo. Il documentario è un interessante lavoro di inchiesta che affronta il tema delle servitù militari in Italia, prendendo in considerazione i casi di Vicenza ed Aviano, arricchito dalle testimonianze di Dario Fo, Giulietto Chiesa, Ascanio Celestini, Giobbe Covatta, Valerio Mastrandrea, Vauro e Don Andrea Gallo, oltre che dalle voci dei cittadini che partecipano in prima persona ai movimenti descritti.
Dopo lo scalpore creato dal brano recitato da Franca Rame "Lo Stupro" e pubblicato sul blog di Beppe Grillo, mi fa piacere darvi il testo uscito nel '75, di grande e tragica attualità ancora oggi e che Franca reciterà a Vicenza il 3 settembre 2008:
PRESENTAZIONE DEL MONOLOGO: "LO STUPRO" 1975 Al centro dello spazio scenico vuoto, una sedia. PROLOGO
FRANCA Ancora oggi, proprio per l’imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la “fortuna” di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie. Nell’ultima settimana sono arrivate al tribunale di Roma sette denunce di violenza carnale. Studentesse aggredite mentre andavano a scuola, un’ammalata aggredita in ospedale, mogli separate sopraffatte dai mariti, certi dei loro buoni diritti. Ma il fatto più osceno è il rito terroristico a cui poliziotti, medici, giudici, avvocati di parte avversa sottopongono una donna, vittima di stupro, quando questa si presenta nei luoghi competenti per chiedere giustizia, con l’illusione di poterla ottenere. Questa che vi leggo è la trascrizione del verbale di un interrogatorio durante un processo per stupro, è tutto un lurido e sghignazzante rito di dileggio. MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere... una inconscia soddisfazione? POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione? GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato? MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta? AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida? GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento? POLIZIOTTO Lei ha goduto? MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo? AVVOCATO Se sì, quante volte?
Il brano che ora reciterò è stato ricavato da una testimonianza apparsa sul “Quotidiano Donna”, testimonianza che vi riporto testualmente.
Si siede sull’unica sedia posta nel centro del palcoscenico.
FRANCA C’è una radio che suona... ma solo dopo un po’ la sento. Solo dopo un po’ mi rendo conto che c’è qualcuno che canta. Sì, è una radio. Musica leggera: cielo stelle cuore amore... amore... Ho un ginocchio, uno solo, piantato nella schiena... come se chi mi sta dietro tenesse l’altro appoggiato per terra... con le mani tiene le mie, forte, girandomele all’incontrario. La sinistra in particolare. Non so perché, mi ritrovo a pensare che forse è mancino. Non sto capendo niente di quello che mi sta capitando. Ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello, la voce... la parola. Prendo coscienza delle cose, con incredibile lentezza... Dio che confusione! Come sono salìta su questo camioncino? Ho alzato le gambe io, una dopo l’altra dietro la loro spinta o mi hanno caricata loro, sollevandomi di peso? Non lo so. È il cuore, che mi sbatte così forte contro le costole, ad impedirmi di ragionare... è il male alla mano sinistra, che sta diventando davvero insopportabile. Perché me la storcono tanto? Io non tento nessun movimento. Sono come congelata. Ora, quello che mi sta dietro non tiene più il suo ginocchio contro la mia schiena... s’è seduto comodo... e mi tiene tra le sue gambe... fortemente... dal di dietro... come si faceva anni fa, quando si toglievano le tonsille ai bambini. L’immagine che mi viene in mente è quella. Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido. Oltre a quello che mi tiene, ce ne sono altri tre. Li guardo: non c’è molta luce... né gran spazio... forse è per questo che mi tengono semidistesa. Li sento calmi. Sicurissimi. Che fanno? Si stanno accendendo una sigaretta. Fumano? Adesso? Perché mi tengono così e fumano? Sta per succedere qualche cosa, lo sento... Respiro a fondo... due, tre volte. Non, non mi snebbio... Ho solo paura... Ora uno mi si avvicina, un altro si accuccia alla mia destra, l’altro a sinistra. Vedo il rosso delle sigarette. Stanno aspirando profondamente. Sono vicinissimi. Sì, sta per succedere qualche cosa... lo sento. CONTINUA
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Politikon : Dario Fo mi ha regalato questo quadro bellissimo |
Inviato da FabioGreggio il 5/8/2008 13:00:37 (2906 letture)

Il quadro ha una dedica a mio figlio Edoardo. Grazie Dario
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Politikon : DOVREMO ESSERE PARTIGIANI, SEMPRE! |
Inviato da FabioGreggio il 29/7/2008 13:17:07 (1331 letture)
DOVREMO ESSERE PARTIGIANI, SEMPRE! di Fabio Greggio
Il problema è la de-culturizzazione della società. Ormai abbiamo perso alcune generazioni in questo tema, ma non tutto è perso. A partire dal riflusso fine ‘70, la società capitalista (in Italia coaudivata in modo devastante dalle Tv commerciali che ne hanno amplificato i danni) si è involuta in un materialismo edonistico drammaticamente osceno.
La de-culturizzazione, che è anche dis-informazione, sarà a breve tale, che chi non conosce, ignora, e quindi è ignorante, non saprà più di esserlo perché prevedo che sarà lo standard generale, normale, della nuova società: una sorta di NeoMedio Evo. Una media culturale molto inferiore, progressivamente scemante.
Questo sarà il problema. Un nuovo Oscurantismo, ben oliato dall’informazione pilotata. Dovremo essere Partigiani del nuovo sistema portatori d’informazione, o contro-informazione finché si potrà (la vedo dura) e cultura attraverso la diffusione ostinata dei nostri contenuti e di quelli altrui.
Partigiani, la cui conoscenza deve essere diffusione di notizie sotto ogni forma, cultura per tenere vivo il patrimonio della sinistra che a breve, non essendo più presente in Parlamento e quindi nei media, sarà presto ignorata dai più giovani, quel patrimonio che noi RadicalSocialisti ( www.radicalsocialismo.it ) intelligentemente abbiamo già provveduto ad archiviare nelle nostre biografie di uomini e donne che hanno fatto la storia del pensiero progressista e che noi abbiamo scelto come patrimonio genetico per sviluppare una nuova idea da "regalare" alla sinistra: da Marx a Gobetti, da Gramsci a Rosa Luxemburg, da Pertini a Berlinguer, da Cavallotti a Ghandi, passando da Che Guevara al nostro Mario Capanna, dal pacifismo di Capitini, Russel Luter King, dal socialismo libertario di Lelio Basso e Rosselli, al Socialismo tout court di Lombardi fino alla contemporanea esperienza di Josè Louis Zapatero, che ci entusiasma certamente di più dell’esperienza di Blair.
Il destino della sinistra? Verità? Dopo questo congresso, che non ha partorito novità per la gente, ma solo scambi di potere, fazionsimo poco interessante, dove si è parlato molto di progetti partitici e poco di nuovi modi di interfacciarsi con l'elettorato migrato in altri lidi, sono pronto ad una debàcle finale.
All'estinzione.
I segnali interessanti forse ci diranno che ci sono stati. Ci diranno chennò, s'è parlato di problemi, di temi, di rilanci.
La gente non li ha colti.
Non è passata quella nuova scossa che avrebbe dovuto avvolgerci, quel carisma nuovo che ci avrebbe spinto a rimboccarci le maniche. Tutti parlano di vincitori, perdenti, fazioni, oligarchie.
La gente ha bisogno esattamente di altro. E lo va cercare in lidi sbagliati dove trova risposte semplici, populiste, demagogiche, patinate, affascinanti nella loro stupidità, da distributori indecenti, di uomini improponibili, ma proprio per questo più affascinati di un’erre moscia snob o di una tiritera falcemartellata.
Spero: Spero sempre in una scossa che possa scatenare vita dal brodo primordiale sempre più stagnante. Sono fiducioso. Ma non mi chiedete perché.
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Inviato da davide69 il 29/7/2008 13:10:58 (1399 letture)
Il problema dei rifiuti che coinvolge parte del sud italia, ed in particolare la provincia di Napoli, è balzato prepotentemente alla ribalta mediatica negli ultimi mesi, ma si trascina in verita' da decenni.
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Inviato da FabioGreggio il 3/6/2008 12:23:20 (2238 letture)
Impiegati Statali: La Selezione darwiniana di Fabio Greggio
Quattro anni fa L’On Brunetta, in un talk show televisivo, metteva in guardia dal criminalizzare certe categorie d’italiani, come ad esempio i dentisti. Si parlava d’evasione e Bruntetta raccomandava di non criminalizzare categorie con luoghi comuni: non tutti i dentisti, infatti, sono evasori. Da quando il Governo Berlusconi ha iniziato a lavorare, l’evasione fiscale non è più il problema, non se ne parla più. Certe categorie hanno tirato un sospiro di sollievo e quello che era divenuto l’incubo di certe classi sociali, pare essere superato e tutto è ritornato alla normalità.
Niente più paura quindi per le partite Iva. Ora con il nuovo Governo, la paura ha spostato il suo baricentro. Le nuove categorie messe sotto la lente d’ingrandimento sono gli impiegati del pubblico impiego, non a caso le più sindacalizzate. Brunetta è deciso a snidare i cosiddetti “fannulloni”. Anzi si parla addirittura di “Fannullopoli” e non interessa se tutta la categoria è criminalizzata. Anzi si parte per una vera e propria crociata sommaria che dipinge gli statali come una massa amorfa ed improduttiva. E chi lavora davvero non fa testo. Dentisti no, dipendenti pubblici si.
Il paradosso arriva dall’orrore di Brunetta per la pubblicazione dei redditi scaricati fino a poco tempo fa da Internet. Tutto è stato bloccato ed è in via d’oscuramento: nessuno deve sapere quanto guadagna un parlamentare o un notaio. Inaspettatamente, esattamente contro il principio di privacy che difende i liberi professionisti, Brunetta pubblica, invece, gli stipendi del pubblico impiego. Quasi a dire chi ha la partita Iva sarà protetta, chi ha busta paga pubblica sarà alla berlina.
E così i dipendenti pubblici subiscono un doppio castigo: criminalizzazione e pubblicizzazione governativa a mo di gogna.
Molti dipendenti pubblici hanno votato per le Destre e molti di loro per la prima volta. La motivazione stava nella voglia di cambiamento, di provare, di credere in qualcosa di diverso e dare la fiducia a chi non era mai stata data. Per la prima volta hanno votato per partiti che curano notoriamente gli interessi dei grandi capitali, dei liberi professionisti. Bene, il cambiamento affermerei che c’è stato e presto lo sentiranno proprio anche coloro che hanno cambiato il voto.
Molti di loro probabilmente cadranno sotto le maglie di una purga che si annuncia epocale e che potrebbe essere sommaria, atta a ridurre i costi pubblici e non solo i fannulloni, che innegabilmente ci sono. Ma molti di loro potrebbero cadere vittime di decimazioni realizzando che il voto alle destre è stato un voto autolesionista, un autogol, la cosiddetta zappa sui piedi.
Sociologicamente parlando è una selezione darwiniana. Molti dei possibili neolicenziati metteranno a repentaglio la loro sicurezza economica, quindi si sono autoeliminati per la loro stoltezza e per aver creduto il contrario del risultato che otterranno: è selezione darwininana, cinicamente parlando. L’essere che non sa prevedere e crede nel leader sbagliato, spesso in natura perisce. Anche le conseguenze della stupidità causano, infatti, selezione. Chi si ubriaca e corre veloce in auto perisce a causa della sua stupidità, ad esempio, ed è comunque ingranaggio della selezione naturale che mette fuori gioco cinicamente i più deboli o i più stolti.
Nel caso degli statali sarà possibile correre ai ripari, ma solo fra cinque anni. Il tempo di meditare su scelte più opportune e leccarsi le profonde ferite dovute alle proprie scelte sbagliate. CONTINUA
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Inviato da AlbertoCalle il 3/6/2008 12:19:54 (2418 letture)
LA SICUREZZA E L'ONU I nostri Connazionali chiedono sempre più giustizia e più sicurezza, ed è giusto che queste richieste siano garantite dallo Stato, il nostro Paese deve proteggere ai nostri Connazionali in Italia e all'estero. Chissà L'ONU non conosce bene la realtà del nostro Paese, io inviterei all'Onu a informarsi di più al riguardo, Ci sono paesi dell'Ue che applicano il reato di clandestinità, credo che la riforma Sicurezza del Ministro Roberto Maroni è condivisibile dalla maggioranza dei nostri Connazionali e mi sembra che questo Decreto legge si debba approvare entro questi giorni.
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Inviato da FabioGreggio il 23/5/2008 16:54:22 (1455 letture)
IL SILENZIO DEGLI SCIOCCHI di Fabio Greggio
Ieri sera ho telefonato ad un noto cantautore milanese per un’intervista.Era tempo che lo chiamavo, ma trovavo sempre la segreteria. “Perché non rispondi mai?” “Perché non parlo più con nessuno, questo è un Paese del cazzo” “Sei deluso?” “Deluso? Sto male.Vedere tutti ‘sti qua che corrono ad applaudirlo come facevano con Mussolini…uno così, no no, basta, non parlo più con nessuno, questo non è il mio Paese.Parlo con te perché sei un bravo ragazzo, ma è una cosa più unica che rara…”
Mi sono riconosciuto nella sua rabbia, l’ho capita. La rabbia di chi non ci sta al buonismo e alla melassa e non crede che tutto ciò porterà del bene alla sinistra. La rabbia di chi va oltre e vede già provvedimenti ad personam, il decreto salva Rete4, come un refrain che si perpetua noiosamente ed imperterrito.La rabbia di chi vede un Paese che ha creduto nell’incredibile, che ha svenduto tutto sull’altare delle promesse. La rabbia di chi si rende conto di come questo Paese sia pilotato dai media e che si beva tutto, cervello compreso.La rabbia di chi sente ripetere dalla gente le stesse frasi dei Tg, le stesse paure dettate dai Tg, le stesse opinioni delle televisioni, gli stessi titoli dei giornali delle destre, le stesse priorità false, le stesse accuse infondate. La rabbia di chi ha perso la battaglia giusta, di chi non crede più in questo Paese, di chi ha visto all’orizzonte un Paese normale ed oggi ne vede un altro con l’approvazione di quelli che stanno dalla sua parte. La rabbia di chi vede cantautori, intellettuali, uomini di cultura come Venditti, Liliana Caviani dare credito ad un uomo che ha legittimato fascisti, che ha portato in Parlamento collusi con la mafia, passati in giudicato, legittimato movimenti neonazisti, deriso e insultato la controparte, costruito un impero sulle illegalità legalizzate. La rabbia di chi vede un Paese che non si rende conto di quanto sia plagiabile dai media che appartengono tutti ad un uomo solo. Di chi con i media può distribuire meriti e demeriti, opinioni e voti, di chi può distruggere carriere o trasformare veline in ministri, di chi rende intelligente i farlocchi e i cretini e ignorante la cultura, di chi è giustificato laddove ad altri non sia permesso nemmeno un quarto dello stesso giustificabile, di chi riesce, attraverso un ben oliato battage propagandistico, a banalizzare fino al totale disinteresse il suo conflitto d’interessi. E la mia rabbia per chi non ha saputo o voluto risolverlo, potendolo fare, annegando poi nel suo stesso errore, soccombendo poi nella sua inettitudine e stupidità. La rabbia di chi vede legittimare l’illegittimo da parte di chi “vuole dialogare” eliminando il minim sindacale di decenza. La rabbia contro chi eleva ad interlocutore un ex furbo con amici collusi con la mafia, che continua a fare il furbo mentre recita la parte del ravveduto, che bollò come “coglioni” chi non la pensava come lui, che ha eliminato dalle Tv i giornalisti scomodi ai suoi interessi, che continua ad usare, indifferente al dialogo, le sue televisioni e giornali come clava mediatica, come strumenti di propaganda bieca ed opportunista. La rabbia di chi trova normale dialogare con un governo che prende provvedimenti contro un’etnia, riabilitando politiche razziste care al fascismo fino ad essere richiamato dalla comunità Europea o farsi bollare come xenofobo da paesi amici. Come se fosse normale dialogare con chi è bollato come xenofobo dalle Comunità Internazionali, mandano all’aria le propire politiche sui diritti delle minoranze in virtù di “un nuovo clima più disteso”. La mia rabbia per chi ancora non ha capito che oltre questa simpatica overture verrà il tempo della 194, dei diritti per i diversi, dei diritti per i lavoratori e i giovani, dei favori agli industriali ai danni degli operai, per le classi sociali agiate ai danni delle meno abbienti. E nessuno ne parlerà perché se i problemi non sono nelle televisioni è perché non esistono. E viceversa. Io sono incazzato e lo sarò. Sono incazzato amaramente contro coloro che legittimano tutto questo in nome del dialogo e credono nell’incredibile. Ignorando che tutto ciò darà ulteriore forza e valenza d’attendibilità proprio all’incredibile. La mia rabbia per coloro che hanno deciso di riporre le armi e fare silenzio. Il silenzio è la meta di chi vuole essere l’unico a parlare. La meta è raggiunta, i poteri forti parlano di normalizzazione e di nuovo clima. E’ il clima del silenzio di chi si rende colluso e reo sullo stesso piano dell’improponibile. Il Silenzio di chi non potrà più parlare perché sarà sconfitto, perché per parlare sarà troppo tardi o racconterà di cose che non interessano più a nessuno.
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Inviato da FabioGreggio il 14/5/2008 14:26:17 (1525 letture)
SILVIO E LA MELA AVVELENATA di Fabio Greggio
La Destra che ha stravinto si è resa conto che non basta berlusconizzare il Paese.
Una destra zeppa di ceffi passati in giudicato, di collusi con la mafia, di tangentisti riciclati, di pseudosocialisti condannati, di fascisti travestiti da statisti, di servitori del Padrone, ha bisogno della legittimazione. Non basta vincere, occorre una nuova verginità che nasce dalla legittimazione ottenuta dal responso elettorale strappata con un apparato massmediatico che non ha paragoni in nessun paese occidentale, con l’appoggio dei poteri forti, della piccola e media borghesia, con una Chiesa accondiscendente, con una sinistra radicale ormai fuori dalla storia e con quel che resta della sinistra, ormai plagiata dalla nuova ondata della destra neoconservatrice e normalizzata dal buonismo veltroniano. Per la Destra berlusconiana è priorità la normalizzazione della politica attraverso la quale ottenere la legittimazione definitiva anche dalla sinistra, dopo quindici anni trascorsi fra veleni, denuncie, messe al bando, girotondi, scandali, obbrobri politici. Ora e solo ora, alla luce di una maggioranza schiacciante, la Destra offre la sua mela avvelenata al Veltronismo, unico rappresentante in pectore della Caporetto elettorale: collaborazione e comprensione, fino a ventilare un Governo Costituente pur di cancellare tutte le macchie di ogni singolo ceffo. La mela avvelenata non è solo questo, ma anche una reciproca messa al bando di quelle schegge impazzite, spesso nemmeno propriamente appartenenti alla sinistra, che continuano imperterrite il loro lavoro di denuncia e che non hanno capito che una legittimazione elettorale non può che dipingerli come tanti Don Chichotte, falsari, reazionari, pericolosi tomi, minaccia della democrazia popolare. Alla richiesta implicita della Destra di legittimare posizioni come quella di Schifani, Dell’Utri, Previti, Berlusconi e di altri giannizzeri riciclati dopo Mani Pulite, si offre la possibilità di costruire un Paese normale. Un’operazione dalla quale non ci sarà ritorno, quasi un timbro definitivo sui trascorsi di questi figuri per la cui legittimazione la Destra è disposta a dialogare con l’ex Comunista Napolitano, a riconoscere il 25 aprile e il primo maggio attraverso le parole dell’ex neofascista Fini, a promettere battaglie contro l’evasione fiscale, tema tanto caro alla sinistra, a non toccare i tetti pensionistici, perfino a promettere di tassare i poteri forti come le Banche. Una specie di patto implicito sui temi tanto cari al Laburista de Noantri, Veltroni, cui, è risaputo, i vernissages e le operazioni di facciata sono sempre piaciute molto. Ma la mela offerta dalla Destra è avvelenata per più di un motivo. E’ avvelenata perché non è sicuro che dopo la legittimazione degli status degli uomini della destra seguano poi i fatti, perché troppe volte alle promesse del Capo sono seguiti ripensamenti e voltafaccia plateali al limite della decenza, perché lo scotto della Bicamerale è ancora caldo, perché sono anni che si va avanti a forza di “sono stato frainteso”. Ma soprattutto perché non è menzionato il ganglio vitale del potere berlusconiano: i media. Nulla sul conflitto d’interessi, nulla sulla situazione anomala che a breve riporterà sei TV in mano a Berlusconi, nulla sullo strapotere editoriale del Presidente del Consiglio. Insomma una richiesta di legittimazione fatta con la clava mediatica in mano, quasi una gentile richiesta strappata a forza. In cambio la Destra non chiede solo la normalizzazione dell’anormalità, la legalizzazione delle illegalità, la collaborazione con istituzioni rappresentate da insostenibili figuri. Essa chiede anche la collaborazione a decapitare le teste calde che continuano, imperterrite a demolire le losche figure dell’universo berlusconiano: Travaglio, Grillo, Santoro, Di Pietro e altre figure minori che non si sono mai arrese alla singolare situazione italiana e ne denunciano continuamente l’insostenibilità democratica. La Sinistra pacioccona di Veltroni accetta. E i risultati iniziano a manifestarsi. Travaglio, da sempre icona incontrastata dell’antiberlusconismo di tutte le sinistre, non è più difeso nelle sue arringhe accusatrici. Da Finocchiaro a D’Alema, da Fassino a tutta la melassa liberal-social-catto-democratica hanno condannato affermazioni che fino a ieri erano elenchi di fatti oggettivi sottoscritti da tutti. Con la sola esclusione di Di Pietro che, forte del suo 5%, diventa l’unico paladino del Centrosinistra nel perseguire anormalità, inciuci, denuncie di fatti paradossali per un Paese democratico occidentale. Mentana organizza per Di Pietro, anzi, un’operazione che era fino a ieri tipicamente di Bruno Vespa: una trasmissione linciaggio dove lui per primo, con supporter insopportabili come Facci e Gasparri, metterà in pratica tutte quelle regole massmediatiche tipiche per demolire e ridicolizzare il malcapitato, il quale, infatti, mentre parla subisce: interruzioni continue, inquadrature di teste che scuotono la testa sconsolate, commenti ad alta voce degli altri ospiti cui non è stato chiuso il microfono, sospiri amplificati, sovrapposizioni di più voci indignate, incitazioni continue come “Basta!, Smettila!”, inquadrature con mani giunte e occhi al cielo, servizi esplicativi sperticatamente di parte. Insomma la Destra offre collaborazione, clima pacato e costruttivo, politiche care alla sinistra, decisioni costituenti, buon senso spalmato a piene mani, normalizzazione dei rapporti; in cambio chiede la colpevolizzazione definitiva dei ribelli e la legittimazione definitiva dei suoi quadri, a prescindere dalla loro storia giudiziaria, dalle loro posizioni di conflitti, dall’innalzamento a grado di “normale” per ceffi estremisti, neofascisti e perfino neonazisti. Ma non molla di un millimetro sulla supremazia nei mass media. Anzi non ne fa cenno, non ne parla più. Non si parla più della situazione illegale di Rete 4 ed Europa 7 che rischia di farci pagare penali salate, non si parla dell’obbrobrio televisivo, non si parla della supremazia insostenibile di uomini di destra nel mondo dell’informazione. Il patto prevede solo un reciproco scambio buon senso e alcuni favori. La Destra lascia intendere che rinuncia ad un Governo forte, quale sarebbe nelle cose qualora decidesse di far valere i numeri, in cambio di collaborazione. Collaborazione con Napolitano, Veltroni, perfino con i Sindacati. Schifani rimpiange perfino la sinistra che non è più in Parlamento e pensa ad operazioni di recupero. Ma c’è chi vede sotto questa coltre di buonismo inaspettato ed insolito un tranello. CONTINUA
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Inviato da Dex82 il 9/5/2008 9:15:33 (1623 letture)
Spiegatemi, se ci riuscite, la sottilissima differenza che passa tra un rumeno che uccide una giovane donna a Tor Di Quinto (Roma) e una banda di Naziskin di pura razza italiana (Verona per la precisione) che massacra, nel vero senso della parola, un ragazzo "reo" di essersi rifiutato di dar loro una sigaretta.
Due morti assurde quanto ingiuste e crudeli. Due colpevoli da trattare allo stesso modo. Dovrebbe essere così, da un punto di vista civile. Non dal punto di vista "italiano".
naziskin.jpg
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Inviato da AlbertoCalle il 9/5/2008 9:15:00 (2084 letture)
IL FUTURO DI BOLIVIA
Mi dispiace tanto, per il disastroso futuro dei cittadini boliviani, perché, con questa azione del Presidente boliviano Evo Morales di nazionalizzare Entel e tutte le imprese private, porta con sé un disastroso futuro in Bolivia, e sta semplicemente isolando da solo la Bolivia dal Mondo, forse oggi potremmo definire la Bolivia come un Paese banale del 4 mondo, dove non c'è nessuna garanzia per nessuno, un Paese che va indietro con il mondo di oggi e del XXI secolo, mi auguro che questa domenica rispettino i diritti dei cittadini di Santa Cruz.
La soluzione per la Bolivia, chissà sia un colpo di Stato, prima che diventi uno Stato di Polizia oppure una Dittatura.
Noi, non dobbiamo esitare ad intervenire, spero che il nostro Governo e il neo Presidente del Consiglio SILVIO BERLUSCONI e gli eletti nella Circoscrizione America Meridionale, intervengano tramite le nostre rappresentanze a LA PAZ, con lo scopo di garantire i diritti della Telecom e con maggiore importanza quella dei nostri Connazionali residenti in Bolivia.
Nel frattempo, la nostra Ambasciata in Bolivia, dovrà stare sempre in contatto con i nostri Connazionali presenti in Bolivia, e prendere tutte le misure del caso.
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CULTURA : 70's - Gli Anni Belli II parte: Sesso&Piombo |
Inviato da FabioGreggio il 28/4/2008 15:29:31 (10541 letture)

70's - Gli Anni Belli II parte: Sesso&Piombo di Fabio Greggio
Gli anni 70 iniziarono poco dopo la metà degli anni 60. Lo spartiacque fu la musica e l’evoluzione iperbolica dei costumi che travolse in pochi anni tutto ciò su cui era basata la vecchia società.
Per un giovane oggi è difficile capire la rivoluzione di costumi che sopraggiunse in una manciata di anni. Il 1967 era già anni 70. Basta andarsi a guardare Monterey Pop Festival per capire che il beatnik, embrione del movimento hippy, era già sorpassato. Pensate ad un contadino veneto che considerava Claudio Villa o Nilla Pizzi la normalità e Tony Dallara o Celentano un po’ sopra le righe e che all’improvviso si trova davanti Janis Joplin, Jim Morrison, Bob Dylan.
In dieci anni siamo passati da Only You dei Platter ad Ummagumma dei Pink Floyd. Da Love me Tender a Jimi Handrix. Da That’s amore di Dean Martin a Highway star dei Deep Purple.
Quel contadino veneto era mio zio. Un giorno suo figlio, mio cugino, torna a casa con uno strano giubbotto di tessuto jeans, prende un’accetta e devasta l’indumento. Mio zio non capiva e guardava suo figlio, che non andava più dal barbiere da tempo, con quei pastrani rozzi, quegli stivaletti a punta col tacco come le donne.
All’improvviso le ragazze accorciano le gonne fino alla vergogna, fumano, sciolgono il linguaggio e….fanno sesso prima del matrimonio.
In circa 5 anni il mondo è cambiato. Woodstok è solo l’apice e quindi la fine di un movimento nato nelle cantine dei locali di New York e San Francisco, alimentato dalla beatlesmania e approdato al movimento pacifista hippies, filosofia di vita e quasi religione.
I Beatles in se fecero due rivoluzioni: la prima dal 62 al 66, il periodo di rottura, ma ancora goliardico, fatto dei primi capelli lunghi, di canzonette simpatiche. La seconda, a partire dall’album Sgt Pepper dove diedero l’input per la nuova era psichedelica.
Da una parte l’anima rock di Lennon che prevalse sullo stile muzak di Mc Cartney, dall’altra il misticismo di Harrison e il suo viaggio in India, anticamera dell’uso di Lsd, marijuana e tutta la filosofia Hippies.
Se facessimo un elenco di musicisti che si affacciarono nel periodo 67-72, veri anni 70 primogeniti, resteremmo attoniti. Parlo di musicisti perché la musica ormai era legata al costume che cambiava e ne era l’avanguardia.
Beatles, Rolling Stones, Jimi Handrix, Deep Purple, Joe Cocker, Janis Jolpin, Jim Morrison, Eric Clapton, Cream, Traffic, Genesis, Black Sabbath, Pink Floyd, Santana, Lou Reed, David Bowie, Jefferson Airplane, Cat Stevens, Donovan, Jethro Tull, sono solo la punta dell’iceberg, gente che usciva con un ritmo allucinante e tutti rivoluzionando il preesistente. Un ritmo assurdo di idee innovative. E sto parlando solo di musica e costume.
Dal lato politico in quel periodo basti pensare al 68, la contestazione che smontò tutti i valori di quella società; Che Guevara, Mao, Ho Ci Min, Castro, Martin Luter Kig, Angela Davis, le Pantere Nere.
A partire dal 1974 la situazione rallentò ed iniziò un’involuzione sociale che vide il panorama italiano protagonista di eventi cruenti. Gli anni 70 furono gli anni della liberazione sessuale. Oggi è curioso pensare ad un sesso libero dalla paura dell’Aids, alla promiscuità di allora. Le ragazze, liberate dal fardello della verginità divennero più disponibili e il sesso era praticato ovunque.
Ricordo un locale, il Taboo, alle porte di Pavia, dove potevi trovare coppie in “performance” stese sui divanetti. Mitico il locale “Old River” di Piazza Minerva, un seminterrato che vide le prime esibizioni di un Battiato elettronico sperimentale accolto da ortaggi e gatti morti, mentre negli anfratti delle finte uscite di sicurezza praticavamo le prime esperienze “conoscitive” con qualche ragazzotta disponibile.
Il sesso era ovunque, nei libri, come l’icona degli anni 70 “Porci con le ali”; nella musica, come Marc Bolan che entrava in scena urlando “ragazze stasera non porto slip sotto”; nel cinema con le bonazze nei film B-movies, che oggi sono diventati cult per merito dell’americano Quinteen Tarantino, che tanto li adora.
Negli anni 70 si applica quella liberazione sessuale timidamente teorizzata nel decennio precedente, si affacciano sulla scena le prime femministe, il FUORI, primo movimento per i diritti degli omosessuali.
Anche il sesso diventa libero. Ricordo con quanto stupore appresi la notizia che durante un’orgia a quattro fra due coppie di miei amici, uno di loro si dedicò ad attenzioni “orali” per l’altro, sotto gli occhi delle ragazze. Renato Zero, precursore italiano della calata gay-artistica dei decenni successivi, era in classifica in “Skif Parade”, sorta di gogna radiofonica, considerato una specie di Leone di Lernia dell’epoca e Raffaella Carrà scandalizzava le sciure Pina con il suo Tuca Tuca e l’ombelico scoperto.
Patty Pravo raccontava i dettagli delle performance con Riccardo Fogli, neo Hippy appena uscito dai Pooh e lui ricambierà raccontando ai giornali di aver preso lo “scolo” da lei.
David Bowie lasciò tutti spiazzati presentandosi truccatissimo e girando tranquillamente per New York con minigonna e calze bianche, mentre Lou Reed, suo “amico” fu il primo a dipingersi le unghie. Fu proprio Mike Jaggher ad essere sorpreso dalla sua fidanzata a letto con Bowie.
Jhon Lennon fece l’amore per giorni, per protesta, con Yoko Ono in un letto, in una galleria a Londra e famose sono diventate le foto dove lui, nudo, stette abbarbicato all’aliena Ono.
Allora avevo i capelli molto lunghi, ma a casa mia non si fecero drammi, essendo ormai la seconda generazione “cappellona”. Anzi mia madre diceva che stavo bene: segno che ormai il ghiaccio generazionale era rotto.
A vedere certe foto o ricordare alcuni abbigliamenti, penso sarebbero incredibili ancora oggi. Il mio armadio ha visto circolare pantaloni a campana troppo a bassa vita, fino ai peli pubici, strettissimi. Era normale stendersi sul tavolo mentre qualcuno della famiglia ti aiutava a chiudere la lampo.
Il bozzo dei jeans è un’icona ’70. Prime T-shirt aderenti senza reggiseno per le ragazze, tormento per noi ragazzi, primi collant, ostacoli incredibili e tante verginità salvate.
Si faceva sesso ovunque, nelle cinquecento Abarth, nelle “2Cv” Citroen senza ribaltabili, dietro i portoni, nei bagni delle scuole.
Le occupazioni delle scuole erano un pretesto per passare notti col sacco a pelo nelle aule a fumare “cannoni a collo di bottiglia” e fare sesso sfrenato fino allo sfinimento e a cantare Battisti o Let it be. Ma furono anche anni terribili. Stragi di stato, compagni e camerate passati alle armi, molotov, violenza, piombo. Quello che oggi è rimasto il solo programma delle BR, cioè la lotta armata, negli anni 70 era il programma di tutta la sinistra extraparlamentare. Da Lotta Continua, ove militava Gad Lerner, Paolo Liguori e Sofri, a Potere Operaio con Cacciari e Mieli, dagli Autonomi, i più arrabbiati, con Tony Negri e Scalzone dall’Università di Trento, alle Br di Curcio e Margherita Cagol. Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Bologna, Questura di Milano…… Decine e decine di morti sotto le bombe fasciste dei servizi segreti deviati, dei tentati golpe di Valerio Borghese, delle P2 di Licio Gelli. Ma anche ignobili stragi ai danni di famiglie di destra, di compagni di sinistra. Il 77 fu l’inizio della fine, l’ultimo sussulto prima del grande silenzio, prima di quel periodo preparatorio alla lobotomia globalizzata, il Riflusso. I moti di Bologna, gli Indiani Metropolitani, furono gli ultimi moti studenteschi. E poi le foto di quel ragazzo di Milano mentre piegato sulle ginocchia, spara alla polizia in pieno centro a Milano. Poco dopo l’epilogo atto primo: L’uccisione di Moro. Nel 1980 la risposta: la strage di Bologna. Era inizio agosto ed ero alla stazione dei traghetti di Chioggia con due amici. Direzione Venezia, costeggiano il litorale veneziano che porta al Lido. Compro il giornale e leggo “Strage a Bologna: 80 morti”. Un genocidio. Perché? Per chi? Nulla. Come tutte le altre stragi che videro sempre implicati gruppi di estrema destra, balordi neonazisti, servizi segreti. Esecutore: Giusva Fioravanti. Era un mio idolo. Stessa età, faccia perbene, attore a soli 10 anni in una fiction di successo “La famiglia Benvenuti” con il grande Enrico Maria Salermo e Valeria Valeri. Mi riconoscevo in lui e in quelle beghe familiari, a soli 10 anni. Lo arrestarono dopo che ebbe ucciso altre persone. Ma il 1980 non vedeva più nemmeno da lontano il mondo hippy, le cantate di Bob Dylan.
Guardavo i giovani di allora, caschetto e jeans ormai a tubo, ballare “Ymca” e “Freak out”. Che ne sapevano loro di Concert for Bangladesh? Della morte di Janis Joplin o dell’avanguardismo dei Velvet Underground? Di Andy Whorol o delle Pnatere Nere, di Angela Davis o del pugno alzato di Jane Fonda mentre la polizia la fotografa dopo l’arresto?
Jane Fonda ora vendeva cassette per la ginnastica aerobica divenendo la paladina precursore dell’edonismo reaganiano. E disse che "ho sbagliato tutto"....CONTINUA
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Inviato da FabioGreggio il 21/4/2008 16:22:57 (2193 letture)
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Inviato da netposeidon il 21/4/2008 16:17:27 (1728 letture)
Ma è possibile che nessuno abbia ancora trasmesso al Cavaliere, futuro Presidente del Consiglio, i geni della più elementare forma di diplomazia?! Possibile che abbia trovato divertente, a fianco del Presidente russo uscente Putin, mimare il gesto del mitra dinanzi ad una giornalista russa sapendo, o ignorando il che sarebbe ancor più grave, la moria di giornalisti in terra siberiana?! Non è la prima volta che il Cavaliere "scherza" ed elargisce battute di tal portata, ma dopo 14 anni di politica attiva ai più alti livelli ci aspetteremmo qualcosa di più...se vuol fare satira ha quante televisioni vuole per allenarsi.
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Inviato da FabioGreggio il 15/4/2008 10:48:11 (1709 letture)
Addio classe operaia. Ha vinto l'Italia di Dell'Utri e Ciarrapico.
di Fabio Greggio
Ha vinto il Pdl. Di larga misura. Meglio. Ora ci sarà più chiarezza sul da farsi e senza scusanti. Cinque anni lunghissimi senza nessun altro partito che tiri la giacchetta. Un solo partito, con una larga maggioranza in entrambe le camere.
Potrà fare unilateralmente riforme istituzionali, economiche, sociali. E' venuto il momento in cui, dopo 14 anni, per la terza volta Berlusconi mantenga le sue promesse senza se e senza ma.
Certo, le colpe di tutto ciò che non va sono di Prodi, ma in 5 anni, se le ricette sono giuste, Berlusconi deve dimostrarci di sanare il Paese.
Deve anche dimostrarci l'utilità di un Mangano eroe, frase che la Sicilia ha premiato con una maggioranza schiacciante, o l'utilità di una Mussolini o Ciarrapico, espressioni molto più vicine all'italiano medio di quanto non lo sia stato Veltroni o Bertinotti.
La classe operaia anzi sparisce dal parlamento fra la gioia dei liberisti che ora avranno ancor più terreno favorevole per dimostrarci che con tali ricette tutti possiamo trarne giovamento. Proprio tutti. Perfino la classe operaia, lavoratrice.
Non solo le classi imprenditoriali, che come è nelle cose saranno le classi privilegiate da Berlusconi. Anche il ceto medio, le buste paga, private o pubbliche.
Mano libera quindi all'Italia che ha preferito Berlusconi, Dell'Utri, Mussolini, Ciarrapico, Bossi a Veltroni e company.
Il Popolo è sovrano. Gli italiani vogliono che sia così.
Io, sia chiaro, da oggi, non sono un italiano. Se per italiano s'intende l'Italia dei dell'Utri, Ciarrapico e Bossi. CONTINUA
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Inviato da AlbertoCalle il 10/4/2008 10:33:26 (2124 letture)
ALITALIA
Esiste una possibilità di rilanciare Alitalia ed è con una alleanza strategica, sia essa Air France, Air One, ecc., I sindacati però, debbono capire che, qui c'è bisogno di rilanciare l'Alitalia, è fondamentale per il nostro Paese il suo rilancio, dopodiché, una volta rilanciata l'Alitalia sarà più facile gestire ogni desiderio dei sindacati e del Cda dell'Alitalia. Io mi auguro che il Governo riesca a riprendere le negoziazioni con Air France, e che i sindacati riflettano sulle migliore misure da prendere in favore dell'Alitalia, del nostro Paese e dei lavoratori, tenendo in conto che, prima si bisogna avere una compagnia aerea solida, altrimenti, non si potrà nemmeno garantire la stabilità lavorativa.
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POLITICA : il voto "utile" tra costituzione e poltica |
Inviato da davide69 il 10/4/2008 10:32:18 (2178 letture)
Manca una manciata di giorni alle elezioni, Pizza compresa. Molti si dicono indecisi. Molti non si esprimeranno. Eppure si possono fare delle anticipazioni abbastanza condivisibili. A ruoli interscambiali, il PDL e il PD, costituiranno pressochè il governo e l'opposizione; pilota e navigatore, alla guida di una rotta tracciata da un quindicennio a questa parte. Rotta che, nonostante le troppe storture emerse oramai a chiare lettere, non ha subito decise correzioni di sorta. Anche alla luce del "porcellum" e della "par condicio", peraltro visibilmente violata, non credo illogico affermare che nessun altro schieramento, compreso quello del non-voto, abbia la possibilità di mutare tale previsione.
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Inviato da FabioGreggio il 6/3/2008 8:33:46 (2212 letture)

Le vignette di politikon sono pubblicabili solo citando autore (Fabio Greggio) e sito (Politikon)
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Inviato da davide69 il 6/3/2008 8:31:52 (1686 letture)
Sono passati 5 mesi dal V-day dei Grillini, e molti di più da quando Prodi in campagna di promozione prometteva di cambiare l'attuale legge elettorale in 100 giorni. Lo show finsce qua... D'altronde il reality quotidiano che viviamo non prevede più di tanto spazio per l'informazione, e di certo non impegnativa. Si sà, Il Mega Direttore Galattico, di fantozziana memoria, vede il pericolo antiliberista in ogni accenno di forfora; da estirpare alla radice.
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Inviato da FabioGreggio il 29/2/2008 13:37:55 (1544 letture)

LA SINISTRA CHE MUORE di Fabio Greggio
Da: Movimento Radicalsocialista
I giochi sono fatti. Abbiamo due sinistre. Una cattosocialsitdemocratica di Veltroni, l'altra post-comunista di Bertinotti e co.
Il Pd è un imbuto, anzi una tramoggia che tritura tutto minuziosamente e amalgama con l'emulsionante del Veltronismo.
Il Veltronismo è la costola socialdemocratica della sinistra. Una volta c'era Saragat, il Pnte in perenne allarme per il Paese. Ora c'è Uòlter. Il Veltronismo rompe certi sani dogmi della sinistra italiana. E' per il patto atlantico, anzi per una certa ammirazione per le icone del capitalismo liberista nord americano: Kennedy, quello della Baia dei Porci e del Vietnam, e la cultura che lo ha espresso. Nel suo immaginario esistono le icone di un'intera generazione, presentati quasi come i barattoli di zuppa in scatola Campbell di un quadro di Warol: le figurine Panini, la Nutella, la Nonna del Corsaro Nero, la Fgci, i cantautori politici, Battisti&Baglioni, Mina&PattyPravo.
Una realtà emotiva edulcorante, rassicurante, che si propone di sintetizzare le mille sfumature dell’universo berlingueriano, zaccagniniano, dossettiano, perfino pannelliano.
E discute sulla praticabilità dei valori cristiani, camminando sui vetri in modo leggero, per non ferirsi.
Ma quello che più è preoccupante è il percorso della Sinistra, o di quello che resta di essa. La Sinistra Arcobaleno trova il suo punto di sintesi nell’unione dei partiti storici che occupavano l’ala sinistra del Pci e quelli che erano definiti “sinistra extraparlamentare”.
Ma l’operazione, personalmente, non la vedo di buon occhio. Il problema discriminante è il percorso a cui si è arrivati e quello che farà seguito dopo le elezioni.
L’unione numerica darebbe un 12%. I sondaggi più ottimisti come SWG la danno quasi all’8%. I più ci affermano che non supererà il 6%. Cioè la metà della loro somma attuale.
Ed è già una sconfitta. Perché se così fosse ci troveremmo di fronte a quel percorso che già la sinistra francese ha sperimentato. Nel giro di poche legislature è sparita completamente...CONTINUA
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Inviato da davide69 il 29/2/2008 13:33:32 (2155 letture)
Solo l'Italia è governata da due partiti dello stesso padrone; ma a ben ragionarci, forse di più.
Solo l'Italia è governata da due partiti dello stesso padrone; ma a ben ragionarci, forse di più.
Dal predellino d'ispirazione Leniniana, il Berluska ha sentenziato: “Da oggi forza italia e il resto dei miei sudditi, inaugurano il partito unico, il Pdl". Ora ha il doppio degli iscritti, essendo automatico il tesseramento da parte dei forzisti nel PDl.
Qualcuno, e con beneficio di dubbio, non aveva inteso bene; Cicchito e Bondi, Ferrara e Adornato, la Rossa e la Bionda. Confalonieri e molti altri, si.
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Inviato da FabioGreggio il 21/2/2008 9:15:30 (2593 letture)

Il Cretino di Sinistra di Fabio Greggio
A Sinistra c’è un archetipo di politico, di uomo, di modo d'agire. E’ il Cretino. Il Cretino di Sinistra è colui che non afferra quando è il momento di fare squadra, di muoversi. Il Cretino di Sinistra è l’uomo dei distinguo, dei però, dei ma. Come se in un momento come questo, in Italia, fosse tempo di distinguo, però, ma. Il Cretino di Sinistra è colui che scopre di poter far soldi, essere invitato in TV da tutti, rinnovare la sua fama, leccando solo un po’ l’ano della Destra. Gianpaolo Pansa, Il Sangue dei vinti. I Ragazzi di Salò come i Partigiani. E viceversa. Nel suo “Bestiario” di questa settimana su L’Espresso” ci marcia ancora. “Piazzale Loreto” è l’infamia. Intanto vende e si diverte a sputtanare Prodi, i compagni. Ha scoperto una nuova giovinezza. Ci fa i soldi. Ha scoperto l’acqua calda: che leccare il culo alla Destra si diventa ricchi e famosi. Piazzale Loreto. Uno scempio. Non l’epilogo cruento di 20 anni di dittatura e soprusi, genocidi e guerre, arroganza e morte. Il Cretino di Sinistra ci vede anche la colpa. La Destra approfitta e discute l’abolizione della legge per apologia di fascismo. Metterà sullo stesso piano chi lottava per la Libertà e chi lottava, come Tremaglia e Almirante, per la vittoria del Nazismo. Il Cretino di Sinistra è talmente Cretino che a volte diviene il meglio della Destra. Mezza Forza Italia è ex Comunista. IL peggio della Sinistra è il meglio della Destra. Ferrara, Feltri, Adornato, Majolo, Parenti, Bondi, Frattini, Bonivier, Liguori, Rossella...... Ci vuole la patente. Oppure aver visto la Madonna, alias il libretto degli assegni di Frottolo. Il Cretino di Sinistra legge Feltri e sboffonchia “ Non tutto è criticabile”. Il Cretino di Sinistra non fa gruppo, non capisce le sinergie. Prima c’è lui, la sua idea individuale. Poi l’interesse del Paese. Il Cretino di Sinistra è quello dei “compagni che sbagliano”. Come se i milioni di Cambogiani morti fossero vittime di compagni che sbagliarono. Come se la Cina sia il paese dei balocchi. Come se Cuba fosse il faro della democrazia. Come se "Nella vecchia URSS tutti mangiavano", "Almeno non c'erano le puttane" " Non c'era delinquenza". Prima di sapere se fossero colpevoli andavano in Siberia. Il Cretino di Sinistra scrive male di Prodi. Perché non è proprio di Sinistra. Il Cretino di Sinistra a volte è talmente Cretino che non sa di essere di Destra e sta a Sinistra. Magari con il due percento....continua
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Inviato da FabioGreggio il 11/2/2008 22:59:02 (2125 letture)

Vignetta di proprietà di politikon. Si autorizza la pubblicazione citando il sito
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Inviato da crom il 8/2/2008 13:02:49 (2002 letture)
La differenza tra governare e rappresentare
Un imprenditore di successo decise per la prima volta nella sua vita di passare le ferie nei paradisi terrestri dove la natura è incontaminata. Passeggiando incontra un'abitante del posto sdraiato sotto un banano con le gambe all'aria che sta oziando. Il suo carattere imprenditoriale fa si che si rivolga allo sconosciuto : "ma tu perche non inizi a lavorare ? ... cosi ti metti i soldi da parte,ti compri una macchina e fai qualche bungalow per i turisti,cosi'alla fine ti puoi finalmente riposare e metterti a fare niente,goderti a pieno i piaceri della vita." Lo sconosciuto risponde : "e proprio ciò che sto facendo adesso."
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