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Inviato da AlbertoCalle il 9/5/2008 9:15:00 (1411 letture)
IL FUTURO DI BOLIVIA
Mi dispiace tanto, per il disastroso futuro dei cittadini boliviani, perché, con questa azione del Presidente boliviano Evo Morales di nazionalizzare Entel e tutte le imprese private, porta con sé un disastroso futuro in Bolivia, e sta semplicemente isolando da solo la Bolivia dal Mondo, forse oggi potremmo definire la Bolivia come un Paese banale del 4 mondo, dove non c'è nessuna garanzia per nessuno, un Paese che va indietro con il mondo di oggi e del XXI secolo, mi auguro che questa domenica rispettino i diritti dei cittadini di Santa Cruz.
La soluzione per la Bolivia, chissà sia un colpo di Stato, prima che diventi uno Stato di Polizia oppure una Dittatura.
Noi, non dobbiamo esitare ad intervenire, spero che il nostro Governo e il neo Presidente del Consiglio SILVIO BERLUSCONI e gli eletti nella Circoscrizione America Meridionale, intervengano tramite le nostre rappresentanze a LA PAZ, con lo scopo di garantire i diritti della Telecom e con maggiore importanza quella dei nostri Connazionali residenti in Bolivia.
Nel frattempo, la nostra Ambasciata in Bolivia, dovrà stare sempre in contatto con i nostri Connazionali presenti in Bolivia, e prendere tutte le misure del caso.
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ESTERO : L'Europa e l'emergenza criminalità |
Inviato da lo_duca il 26/11/2007 13:22:12 (569 letture)
Da più di un anno i fatti di cronaca riportano crimini perpetrati durante furti e rapine con una efferatezza sempre più crescente. Se non bastasse, a questo vanno aggiunti anche le violenze e gli stupri alle donne che, purtroppo, si concludono anche con l'uccisione della vittima, come nell'ultimo caso di Roma. Secondo una statistica riportata dal giornale La Stampa del 3 novembre scorso, ai Romeni spetta il non invidiabile primato in tutti i reati, tra quelli denunciati, presi in esame: omicidi volontari, furti con destrezza, furti in abitazione, furti di automobili e violenze sessuali. Seguono Marocchini, Albanesi e Algerini. Non c'è da stare allegri.
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Inviato da FabioGreggio il 9/10/2006 9:31:08 (666 letture)
Corea Nord: eseguito test nucleare
Scosse di magnitudo 3,58, per Abe e' 'atto imperdonabile'
"La sezione di ricerca scientifica ha condotto con successo un test atomico sotterraneo il 9 ottobre". Con queste parole, l'agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord ha comunicato al mondo che il regime di Pyongyang ha dato seguito agli annunci della scorsa settimana e ha fatto esplodere la sua prima bomba atomica nel sottosuolo. L'unica conferma della notizia, oltre alle dichiarazioni nordcoreane, è una scossa di magnitudo 3,58 Richter registrata in Corea del Nord alle ore 10.36 locali (le 3.36 italiane) dall'agenzia meteorologica sudcoreana. Durissime le reazioni della comunità internazionale all'esperimento, che rischia di peggiorare ulteriormente i rapporti tra i Paesi dell'area.
Dagli organi di informazione nordcoreani, filtrano solamente dichiarazioni entusiaste. Il test atomico sotterraneo, che a detta del regime non avrebbe causato fuoriuscite radioattive, viene presentato come un grande passo avanti per il Paese. Secondo l'agenzia centrale nordcoreana, "il test nucleare è un evento storico che ha portato felicità all'esercito e alla popolazione. L'esperimento atomico contribuirà a mantenere la pace e la stabilità nella penisola coreana".
Immediate le condanne di Stati Uniti e Gran Bretagna. Il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow, ha definito l'esperimento "una provocazione che sfida la volontà della comunità internazionale e il nostro appello a evitare ogni azione capace di aumentare la tensione nella regione". "Questo test nucleare sarà considerato dalla comunità internazionale come un atto altamente provocatorio al quale daremo una risposta vigorosa", ha invece detto un portavoce del ministero degli Esteri britannico.
Durissime anche le reazioni dei Paesi dell'area. La Cina "condanna fermamente" l'esperimento nucleare effettuato oggi dalla Corea del Nord, si legge sul sito del ministero degli Esteri di Pechino. In una breve nota, il ministero degli Esteri cinese sottolinea che la Corea del Nord ha ignorato "l'opposizione di tutta la comunità internazionale" e definisce "oltraggiosa" la decisione di procedere col test. Il ministero ribadisce inoltre che la Cina ha l'obiettivo di "eliminare le armi nucleari dalla penisola coreana" e "invita con forza" Pyongyang a "mantenere fede ai suoi impegni sulla non-proliferazione".
Forti proteste anche dal Giappone. Il primo ministro Shinzo Abe, attualmente in visita in Corea del Sud per un summit con il presidente sudcoreano Roh Moo-hyun, ha definito "un atto imperdonabile" l'esperimento atomico compiuto dalla Corea del Nord, qualora i fatti venissero confermati. Intanto, il ministro degli Esteri giapponese Taro Aso ha dichiarato che "è possibile una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite" contro il regime di Pyongyang....CONTINUA
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ESTERO : Medaglie d'oro e disonorevoli rovesci di medaglie |
Inviato da Visitatore il 3/7/2006 13:52:28 (527 letture)
"di Nadia Redoglia
"12 novembre 2003. In un attacco alla base Maestrale di Nassiriya, sono morti 19 italiani (12 carabinieri, 5 soldati e due civili). La missione militare era iniziata pochi mesi prima, a giugno. A provocare la strage, due automezzi imbottiti di esplosivo lanciati a tutta velocità contro la palazzina di tre piani che ospitava i carabinieri della Msu (Multinational specialized unit). È un camion a forzare il posto di blocco all' entrata della base, situata nella vecchia sede della Camera di commercio locale: gli occupanti fanno fuoco contro i militari a guardia dell' ingresso, che rispondono al fuoco senza però riuscire a fermare il mezzo. Travolte anche le barriere passive (reti e fili spinati) poste a difesa della struttura. Dietro all' automezzo c' è un' altra auto che finisce la sua corsa esplodendo contro la base. Si è parlato di quattro kamikaze e di 150-300 chili di esplosivo usati nell' azione. L' esplosione sventra gran parte dell' edificio, posto sulle rive del fiume Eufrate e danneggia una seconda palazzina dove ha sede il comando. Nel cortile molti mezzi militari prendono fuoco. In fiamme anche il deposito delle munizioni.
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Inviato da Montecristo il 11/6/2006 21:52:53 (456 letture)
"(ANSA) -BAGHDAD, 3 GIU- Otto teste mozzate, senza i corpi, sono state trovate vicino a Baquba, in Iraq, e 10 cadaveri a Baghdad. Lo ha reso noto la polizia. Le teste mozzate erano in una cassetta di frutta in una strada vicino a Ghalibiya, a ovest di Baquba.
Dei dieci corpi trovati, tre, di persone uccise con colpi d'arma da fuoco, sono stati ripescati nel Tigri; uno e' stato rinvenuto a est di Baghdad; altri quattro nella capitale e due a Wahda, 20 km a sud della citta'". BASTA!!!!!!!! Sono veramente stanco di sentire ogni santo giorno notizie di morte, distruzione, guerre e teste mozzate. Ma non sono stanco perchè non voglio sentirne; sono stanco perchè cose di questo genere non dovrebbero neppure esistere; e invece, tutti i giorni, all'1,30, il TG1 ci informa di "Tot morti in una sparatoria/in un attentato in Iraq", di cui, solitamente, la maggioranza appartiene alle popolazioni locali, che ormai penso siano stanche di questa "Inutile strage", come l'avrebbe chiamata Benedetto XV.
Anzichè lodare la "Missione di pace" atta a portare la democrazia nei paesi arabi, anzichè esprimere le proprie lodi ai soldati operanti in Iraq, anzichè dire "Il mio pensiero va adesso ai soldati operanti in Iraq", mi chiedo: ma perchè i nostri politici non fanno qualcosa di più pratico, ossia imitare il modello spagnolo e ordinano il tanto ambito ritorno a casa?
In fondo, pensandoci bene, noi cittadini paghiamo un ministro della Difesa, dott.ssa Emma Bonino, che si deve occupare ANCHE e soprattutto di questo genere di operazioni; esiste poi, se non vado errando, un ministro dell'Attuazione al programma di Governo, on.Giulio Santagata, che, appunto, si occupa di controllare che i vari impegni del voluminoso programma dell'attuale maggioranza, di cui uno dei punti cardine è il ritiro delle truppe dall'Iraq, siano, a uno a uno, rispettati.
E allora non si potrebbe chiedere di sollecitare un pò il rientro, visto e considerato che:...CONTINUA
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Inviato da Visitatore il 20/2/2006 22:42:51 (488 letture)
di CLAUDIO BRAGAGLIA
L’ opera silenziosa dei “ moderati “ islamici non riesce ad imporsi alle urla dei fondamentalisti !
Il panorama geopolitico attuale, come ha evidenziato Sergio Romano sul Corriere della sera del 13 febbraio u.s., è attualmente caratterizzato da innumerevoli esempi di islam cosiddetto “ moderato “ (nel caso fosse possibile distinguere due tipi di islam - moderato e fondamentalista – tenuto conto che l’islam è considerato, dagli aventi causa,“ unico “ ) come quello del re di Giordania Abdullah, del sultano del Marocco, del presidente egiziano Mubarak (a cui viene riconosciuto il merito di aver sostenuto la politica di Sharon esortando Hamas a riconoscere lo Stato d’Israele ) nonché dei colonnelli algerini ( nemici del fondamentalismo islamico ), del premier turco Erdogan ( che ha invitato il Papa, dopo la morte di don Andrea Santoro, a visitare il suo Paese), per giungere, infine ai leader musulmani dell’Asia meridionale, dall’Indonesia alla Malaysia, che non hanno alcuna simpatia per l’estremismo religioso e che sono stati, come il re di Giordania, bersaglio di attacchi terroristici. In Italia, in tale ottica, pur non riconoscendole la caratteristica della rappresentatività globale della realtà islamica, è stata costituita, dal Ministro dell’ Interno Giuseppe Pisanu, la prima Consulta islamica che, oltre alle componenti di cittadinanza italiana, contempla una rappresentanza albanese, algerina, giordana, irakena, libica, marocchina, pakistana, senegalese, siriana, somala e tunisina. Allo stesso modo, nel suo ambito, dà spazio agli esponenti di vertice di organizzazioni e comunita’ islamiche presenti in Italia (la Comunita’ Ismailita in Italia, la CO.RE.IS. - Comunità Religiosa Islamica -, la sezione italiana della Lega Musulmana Mondiale, l’U.C.O.I.I. - Unione delle Comunita’ e delle Organizzazioni Islamiche in Italia - , l’U.I.O. -Unione Islamica in Occidente, espressione della World Islamic Call Society )....continua
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ESTERO : Verità sulle elezioni a Gerusalemme Est |
Inviato da Veleno il 1/2/2006 15:15:12 (426 letture)
 TRATTO DA: http://www.megachip.info/ a cura di Giulietto Chiesa
Il documento che qui pubblichiamo – alla vigilia delle elezioni palestinesi del 25 gennaio - non è inedito in senso assoluto, ma è quasi sconosciuto al grande pubblico. Va detto subito che non si tratta di un pamphlet estremista, ma di un rapporto dei capi missione europei su Gerusalemme est, preparato nel dicembre 2005 per il Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea. Perché è rimasto sconosciuto?
Perché il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha deciso di non renderlo noto nemmeno ai deputati europei. Il mainstream informativo, a sua volta, lo ha ignorato, dimostrando ancora una volta quanta influenza lo Stato d'Israele e gli Stati Uniti abbiano sul sistema informativo mondiale. Ciò non ha impedito che il documento emergesse e provocasse forti reazioni nel Parlamento Europeo e nei diversi gruppi politici. Ho presentato un'interrogazione alla Commissione e al Consiglio per ottenere una risposta formale in merito. La risposta arriverà tardi, naturalmente.
La ragione ufficiosa addotta dal Consiglio per non pubblicare il rapporto è stata che esso avrebbe potuto nuocere allo svolgimento delle elezioni palestinesi, gettando benzina sul fuoco. Chiunque capisce, al contrario, che – come spiegano gli estensori del documento – nelle condizioni che essi descrivono con assoluta puntualità e dettaglio, proprio una tale presa di posizione europea avrebbe dato speranza, e speranza di pace, ai palestinesi, rendendo le elezioni più sicure. Il Parlamento Europeo, venutone a conoscenza, non è riuscito, anche (ma non soltanto) per ragioni tecnico-procedurali, a esprimere per tempo la sua opinione. Ma io ritengo che la pubblicazione per esteso del documento su Megachip possa rappresentare un contributo di pace e di giustizia.
Scrivo queste note alla vigilia della mia partenza per Gerusalemme dove assisterò allo svolgimento delle elezioni come membro della delegazione del Parlamento Europeo e ne renderò informazione ai nostri lettori. Giulietto Chiesa ...continua
gerusalemme.jpg
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ESTERO : Il mio cuore è sotterrato a Cuba |
Inviato da Visitatore il 25/1/2006 9:13:38 (444 letture)
Il mio cuore è sotterrato a Cuba di Cosmo de La Fuente
…Nunca podré morir mi corazón no lo tengo aquí.. Cuando salí de Cuba dejé entrerrado mi corazón….
…Non riuscirò mai a morire, sono senza cuore.. Quando scappai da Cuba lasciai il mio cuore sotterrato…
Queste sono le frasi iniziali della straziante canzone “Cuando salí de Cuba” che negli anni settanta echeggiava per le strade di Caracas. Cantava la grandissima Celia Cruz, denominata ‘reina de la salsa’. Un pezzo che toccava il cuore di tutti i latino americani, specialmente quello dei cubani costretti a scappare dalla loro isla grande.
Ero bambino quando, passeggiando con i miei genitori, dai cafetines mi giungeva la voce roca di Celia , malgrado la mia tenera età, dalle parole di questo brano avvertivo un grande dolore.
Mi affascinava pensare ad una persona immortale perché priva del cuore. Queste parole oggi hanno assunto il giusto significato e riescono a toccarmi. I venezuelani degli anni 2000 sono costretti a fuggire dal proprio paese che sta andando alla deriva, emigrano alla ricerca di ricchezza o perchè implicitamente accusati di aver pensato , parlato e dissentito dall’attuale amministrazione chavista. Carlos Fernández, ex presidente della ‘fedecámara’, una sorta di federazione dei commercianti e imprenditori, ne è un esempio. Nel 2002 ha organizzato una protesta contro il governo e un fermo delle attività lavorative. Il suo ardire gli ha procurato un’accusa di “tradimento alla patria” è stato quindi arrestato e poi rimesso in libertà per un vizio di forma nel processo.
Dopo aver rischiato più volte la vita e,a seguito della riapertura del suo caso, ha deciso di scappare dal Venezuela per andare a vivere a Miami, da dove racconta la sua incredibile storia: - “ Mi hanno allertato sul fatto che infiltrati cubani sarebbero stati in procinto di sequestrarmi di nuovo. I piedi del governo di Chavez sono a Caracas ma la testa è a La Havana. Il presidente del Venezuela è guidato da Castro, mentre il vero ideatore della revoluzione bolivariana, considerata la palese ignoranza di Hugo, è suo fratello Alan Chavez. Dietro questa devastante ‘ revolución’ si cela una dittatura comunista della peggiore specie.
Il presidente è così incompetente che nemmeno si accorge del male che sta facendo. Anche l’economista Ramón Rangel ritiene che Chavez rappresenti il colpo di grazia che sta portando il paese sull’orlo del precipizio. Il suo modo di gestire il Venezuela si ispira al comunismo degli anni quaranta, un periodo completamente diverso dall’attuale.
La società venezuelana di questi anni è molto più complessa rispetto ad allora, ‘el jefe golpista’ è solo un rozzo militare che non ha mai avuto contatti con la società civile, quella che oggi tenta di combatterlo e lo porta a circondarsi, in maniera crescente, di militari di basso grado: capitani e tenenti. I ministeri venezuelani sono tutti in mano ai militari..
La mia protesta non è servita a liberare il Venezuela, è stata utile,però, a smascherare il dittatore, costretto a lasciare i panni del democratico per mostrarsi in tutta la sua autorità....continua
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ESTERO : una nuova guerra in preparazione? |
Inviato da Visitatore il 18/1/2006 8:36:05 (465 letture)

L'altro giorno una nota preoccupata della Rice ha accompagnato l'interruzione delle trattative con l'Iran sulla questione della costruzione di un impianto nucleare da parte degli europei.
La tesi è che gli iraniani non stiano costruendo una centrale nucleare a scopi civili, ma che si prepari la guerra, la costruzione dell'atomica.
Gli Usa sono molto preoccupati di cio', un piano di attacco aereo è già pronto per gli iraniani disobbedienti, però, consapevoli del dispendio di energie belliche in iraq, intendono deferire ogni deisione al consiglio di sicurezza dell'ONU, quell'Onu che hanno ignorato quando si trattava di attaccare l'iraq e che oggi è dilaniato al suo interno dagli zerbini statunitensi e da coloro che in iran hanno interessi economici enormi e a cui una guerra con gli attuali presupposti porterebbe perdite immense.
Ora bush sta cercando di portare dalla sua parte i nuovi governanti europei (nel link si parla della Merkel) per creare un compatto fronte antiiraniano. In linea di massima per ora si tratta solo di decretare delle sanzioni, però la possibilità di un attacco militare è preso in considerazione, con la solita scusa dell'insicurezza cui scivoleremmo tutti se l'iran creasse il proprio armamento nucleare. La cina è contraria. Il delegato iraniano insiste che l'apparato in costruzione avrebbe scopi civili, ma non c'è niente da fare. Non gli credono. Le trattative sono state interrotte.
La menzogna è il nuovo strumento politico del terzo millennio. Non si caposce perchè l'opinione pubblica dovrebbe credere a bush e ai suoi amici, che hanno mentito sulle armi di distruzione di massa, invece non si debba credere all'iran che dice di voler costruire una centrale nucleare. La fiaccolata contro l'iran, quando Ahmajahani ha parlato contro israele allora sarebbe servita a creare un primo zoccolo di indignazione su cui lavorare per preparare una nuova guerra. Tra le ragioni dell'intolleranza americana verso l'iran ci sarebbe l'ostilità antiisraeliana palesata dal suo presidente.
Ora io mi domando: quale sarà l'evento decisivo che farà scatenare una nuova guerra, qualora non vi sarà l'accordo sulle sanzioni da applicare all'iran? che cosa ci dobbiamo aspettare?...continua
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ESTERO : Non accettate caramelle dagli sconosciuti! |
Inviato da Visitatore il 5/1/2006 11:01:34 (462 letture)

di Nadia Redoglia
Muri e barriere si costruiscono, ma, più o meno, con la stessa facilità si possono abbattere. Costruire muri per uccidere la speranza non è possibile, a meno che l'uomo non smetta di amare e cercare la pace... Non accettate caramelle dagli sconosciuti! Betlemme, Palestina,Israele: Terra Santa? Si, ma solo se noi ,uomini di buona volontà, lo pretendiamo!
Nadia Redoglia Fonte intervista: www.articolo21.info "Il Natale a Betlemme con il muro che uccide la speranza" intervista a Padre I. Faltas, a cura di G. Bonavolontà 23.12.05. Fonte articolo www.peacelink.it 26 dicembre 2005 ]
Quelle che seguono sono le parole, amare, di chi in Palestina ci vive.Le ascoltiamo da G.Bonavolontà in un' intervista esclusiva rilasciata da Padre I. Faltas,parroco di Gerusalemme.
"Padre Ibrahim Faltas, frate francescano, è parroco di Gerusalemme e responsabile per i cattolici dell'organizzazione del Natale a Betlemme. Tra queste due città c'è sempre stato un rapporto storico, Gerusalemme dove giungono i pellegrini che, fin dai tempi antichi, si recano poi nel villaggio adiacente di Betlemme per pregare nella grotta della Natività. Ci sono state negli ultimi anni le difficoltà a spostarsi dovute all'occupazione israeliana e alle violenze delle intifade. Però il rapporto, la continuità tra i due centri urbani distanti appena sette chilometri l'uno dall'altro, non sono mai stati interrotti.
Padre Ibrahim, ora un muro di cemento e portoni d'acciaio sembra separare definitivamente Gerusalemme da Betlemme?
"E' la prima volta nella storia che tra Gerusalemme e Betlemme viene eretta una barriera invalicabile. Questo sta causando tanti problemi perché nei secoli sono state praticamente una sola città. Io ho vissuto 12 anni a Betlemme. Ora, come parroco di Gerusalemme, conosco molto bene le famiglie cristiane, so di tanti matrimoni misti tra betlemiti e gerosolimitani. Ora, con questo confine di cemento, chi può immaginare la vita di una moglie di Betlemme che non può più incontrare il marito a Gerusalemme o viceversa? Se il marito vuole portare con se la moglie in auto e lei non ha il permesso israeliano commettono un reato penale. E' incredibile.
Questo muro-confine non separa solo Gerusalemme da Betlemme, separa tante famiglie, tutta una umanità abituata a vivere assieme. Ogni giorno viene da me gente della Città Santa che chiede aiuto per far passare la moglie e il figlio dall'altra parte.
E pensare che per duemila anni Gerusalemme e Betlemme sono state una cosa sola. Con la costruzione del muro la gente di Betlemme ha perso ogni speranza".
Anche se le violenze, seppure terminate, si sono perlomeno fatte sporadiche, specie a Betlemme dove sono cominciati a tornare i pellegrini. Eppure lì il sindaco continua a denunciare una crisi economica che sembra irreversibile, al pari della fuga dei cristiani ormai ridotti al trenta per cento degli abitanti la città?
"Succede perché se pure i pellegrini in questi ultimi giorni del 2005 siano tantissimi, non risiedono a Betlemme. Ci trascorrono appena due, tre ore poi scappano di nuovo a Gerusalemme. Noi francescani abbiamo cominciato a raccogliere prenotazioni per far dormire turisti a Betlemme nel 2006. Ma adesso la fuga costante dei cristiani locali è legata alla costruzione del muro. Si sentono dentro una prigione. Come possono volerci rimanere. Pensi che per far uscire i cristiani e ospitarli qualche ora a Gerusalemme devo consegnare ogni mese una lista delle nostre festività religiose e chiedere uno speciale permesso. L'altro giorno ho presentato un elenco di tremila nomi di persone di Betlemme che chiedevano di poter incontrare i loro parenti di Gerusalemme e visitare i luoghi santi in occasione del Natale.
Sapesse quando hanno saputo che questo permesso gli era stato accordato come erano contenti, era come se avessero vinto migliaia di dollari alla lotteria. Si tratta perlopiù di gente che fa la fame, tantissimi lavoravano in Israele e sono rimasti senza occupazione. Chi può resistere a casa senza far nulla e senza avere cibo per sfamare i figli? Allora è chiaro che fuggono. Betlemme è diventata una prigione. Libertà e bisogno di sperare ovunque non hanno prezzo....continua
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Inviato da Visitatore il 5/1/2006 10:43:40 (508 letture)
Cosmo de La Fuente cosmo@cosmodelafuente.com Sorella Colombia
Si sorrideva ascoltando i racconti italiani, soprattutto quando ci si riuniva per le feste di Natale. Noi ragazzi italo venezuelani di solito sedevamo ad un tavolo separato da quello dove sedevano i genitori italiani purosangue, provenienti da tutte le zone del sud Italia. Sapevamo di appartenere a questo paese che non era stato in grado di dare lavoro a tutti quegli italiani che erano emigrati. Credo che sia umano andare alla ricerca del meglio e di cercare di mettere da parte due soldi per offrire un buon futuro ai figli. Cosa che attualmente in certi paesi non è possibile fare. Negli anni sessanta, malgrado ci si trovasse in un paese in via di sviluppo, molti italiani, rimboccandosi le maniche, riuscivano a realizzare il sogno americano, quello, cioè, di migliorare la propria qualità di vita.
Nella maggior parte della famiglie italo venezuelane i figli frequentavano le scuole venezuelane e proprio come i nostri coetanei “criollos” imparavamo ad amare il nome, le gesta e l’immagine di ‘el libertador’ Simòn Bolivar. Una passione che si manifestava ovunque. Sono convinto che per i venezuelani Simòn Bolivar sia quasi più importante del culto religioso.
Ancora oggi, malgrado viva ormai in Italia da qualche anno, quando viene pronunciato il suo nome mi emoziono. Morto a soli 47 anni dopo una vita dedicata al popolo, Simòn desiderava unificare i paesi dell’America latina in nome della libertà acquisita scacciando i conquistadores. Certo non poteva sapere della futura rivoluzione industriale . Il sogno di Bolivar era di dar vita alla ‘Gran Colombia’. Non ci riuscì, mai ingannò la gente però. I venezuelani di oggi, stremati dalla povertà e dalla paura, hanno rinunciato a lottare e accettano tutto quello che viene loro propinato da chi si presenta come l’artefice del cambiamento democratico ma che in realtà è un vero burattinaio comunista. Il segnale allarmante è lo sconvolgimento che il governo sta apportando alla storia, stravolgendo addirittura i libri per mettere in bocca di Bolivar le stesse parole che proferisce Chavez giornalmente in ore di estenuanti dirette tv.
Gli insegnanti venezuelani vengono sostituiti sempre più spesso da quelli cubani prescelti, per effettuare il lavaggio del cervello cominciando dalla prima infanzia con lo scopo di tirar su una popolazione comunista dipendente e sottomessa. Questo è il processo di scolarizzazione di cui parlano i sinistri d’Italia. Guarda caso, improvvisamente, Bolivar e Chavez sono voci provenienti dalla stessa fonte. E’ iniziata la metamorfosi comunista. Ricordo bene che la nostra vicina Colombia, insieme al Brasile erano considerate ‘Patrias hermanas’, ovvero ‘Nazioni sorelle’, non solo per la vicinanza, ma, soprattutto con la Colombia, anche per le usanze, il folklore, le tradizioni e la storia pressoché uguali. Colombia e Venezuela insieme nella pace e nella libertà, eppure adesso, grazie alle smanie di un golpista guerrafondaio, questi due paesi sono in attrito. In realtà Bogotà è soltanto all’erta da quando si è saputo che Chavez si è armato fino ai denti con l’aiuto di alcuni stati europei antiamericani. Qual è la colpa dei colombiani secondo la mentalità del jefe? Quella di voler liberamente creare lavoro, partecipare a opportunità commerciali con il resto del mondo per una vita migliore e per un avanzamento sociale. Credo sia più che normale desiderare per il proprio paese una serenità economica, fatta di operai, impiegati e datori di lavoro. Ognuno offre il proprio impegno, il proprio ingegno e insieme si cerca di ovviare ai problemi sociali.
Forse un po’ ingenuo credere che esista una nazione perfetta ma almeno bisognerebbe provarci. A cosa serve un paese come il Venezuela degli anni duemila in procinto del baratro la cui economia è notevolmente peggiorata e la libertà minata dal plagio continuo che il governo sta infliggendo nella mente e nel cuore della gente? Si dice che bande vicine al governo si stiano accordando con terroristi colombiani per dar vita a qualche disordine alle frontiere in modo che Caracas abbia una buona scusa per poter reagire dando il la ad una guerra contro la Colombia e così dar fastidio all’America. Un governo del terrore che in nome di una democrazia che ha sepolto per dar vita al più mostruoso e degradante comunismo che ogni essere umano ha il dovere, ma soprattutto il diritto, di aborrire. Quanta tristezza per il mio bellissimo paese, che Bolivar portava verso la libertà e che ora, dopo aver insozzato il suo nome, viene privato di qualsiasi dignità.
E’ così che noi figli d’italiani scappiamo da quel paese che promette male, con le lacrime in tasca ci facciamo forti dei nostri cognomi per poter mettere radici a Torino, a Milano, a Roma, città di una nazione che per ora, grazie alla moderazione governativa, gode di libertà e serenità, con lustro e onore di fronte a tutti i paesi europei. Pensiamo con tristezza ai nostri fratelli venezuelani che vogliono fuggire e a quelli che ci sono riusciti, a tutte quelle persone che da libere sono diventate vittime del pensiero dell’attuale presidente.
Come odio quelle donne che plagiano i figli affinché odino il padre, così odio i dittatori che vogliono plagiare il popolo a proprio piacimento. Non sopporto l’idea che in Venezuela, come a Cuba, le ragazze arriveranno a vendersi per una saponetta. Cantiamo ancora, in nome della libertà ormai perduta in Venezuela la canzone che tutti conoscono: ‘Viva Venezuela mi Patria querida, quien la libertò mi hermano fue Simon Bolivar’.
Cosmo de La Fuente cosmo@cosmodelafuente.com Sorella Colombia
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ESTERO : Battuta di caccia a Baghdad |
Inviato da mimmo83 il 7/12/2005 8:55:56 (823 letture)

Guarda il filmato (allucinante): Link all'interno clikka su "continua"
Il trofeo di oggi verrà assegnato alla squadra che riuscirà a colpire più bersagli durante un intero giro in tangenziale, intorno alla città. Si assegneranno 10 punti per le jeep, i camion, e i veicoli oversize, venti per le auto normali, cinquanta per le utilitarie sotto i tre metri di lunghezza.
Sembrerebbe solo un cinico esercizio di pessimo humor, ma potrebbe benissimo essere anche la regola vera e propria a cui si attengono i personaggi che vedrete - anzi, che non vedrete - in questo filmato. Non solo non vedrete gli assassini, ma nemmeno i morti, che sembrano essere purtroppo molti di più. Vedrete solo, paradossalmente, delle automobili. ...continua
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ESTERO : Condannato per aver "disarmato" due F-16 |
Inviato da Visitatore il 29/10/2005 16:17:57 (479 letture)
CONDANNATO PACIFISTA ITALIANO CHE PRESE A MARTELLATE 2 F-16 6 MESI E 750MILA EURO DANNI.
L'ARMA UN MARTELLO COMPRATO A ASSISI
(ANSA) - ROMA, 27 OTT - Il pacifista italiano Turi Vaccaro e' stato condannato dal tribunale di Breda, in Olanda, a 6 mesi di reclusione e ad un risarcimento danni di 750 mila euro (che dovrebbero essere convertiti in ulteriori 12 mesi di pena detentiva), per avere danneggiato a colpi di martello due cacciabombardieri F-16 USA in riparazione nella base Nato di Woensdrecht.
Lo ha reso noto Alfonso Navarra, della Lega disarmo unilaterale ed esponente del ''Comitato di sostegno al nonviolento Turi'', nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio. I fatti risalgono al 10 agosto scorso quando il pacifista siciliano, ma che negli ultimi anni viveva soprattutto in Olanda, riusci' a penetrare nella base e a danneggiare a martellate - con un martello comprato ad Assisi, la citta' di San Francesco - i sistemi computerizzati delle cabine di pilotaggio dei due F-16.
Non casuali la data e il luogo: l'azione venne infatti compiuta nell'anniversariodella distruzione di Nagasaki, in una base che, a detta dei pacifisti europei, ospiterebbe 20 testate atomiche.
Turi Vaccaro e' stato arrestato (si trova tuttora in prigione) ed e' stato processato ieri. Oggi e' stato reso pubblico il verdetto....continua
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ESTERO : Time, Grillo fra gli "eroi d'Europa" |
Inviato da FabioGreggio il 5/10/2005 10:41:35 (453 letture)
 
Il comico genovese nella lista annuale stilata dalla rivista "Uno di quei rari buffoni della classe che, però, fanno i compiti" Time, Grillo fra gli "eroi d'Europa" "Illumina, persevera e provoca" Lontano per scelta dai riflettori, comunica attraverso il suo blog "Giornali, televisioni, editori: sono tutti in mano agli sponsor"
TESTO IN INGLESE E TRADUZIONE DELL'ARTICOLO [/b]
SONO le sfide, a fare la differenza. Quelle lanciate e affrontate, poco importa se vinte, comunque coraggiose. Le sfide che danno valore alle persone, per l'esattezza a quelle trentasette che Time ha messo in fila sotto il titolo "Gli eroi europei del 2005", una lista che la rivista stila ogni anno. Persone "straordinarie che illuminano e ispirano, perseverano e provocano. Affrontano sfide che gli altri spesso preferiscono evitare, ricordando a tutti quanto una sola persona, persino di fronte alle avversità, possa fare". Fra gli eroi d'Europa, due soli sono gli italiani: la presidente dell'Associazione antiracket San Giovanni per la legalità a Napoli, Silvana Fucito. L'altro, un po' sorprende: è Beppe Grillo.
"Forse avrebbe dovuto essere un revisore dei conti statali, più che un comico" esordisce Time nell'articolo dedicato al cinquantasettenne genovese, che - si legge - "mescola la fisicità di John Belushi con la coscienza sociale di José Bovè", il leader dei no-global francesi ed è "uno di quei rari buffoni della classe che, però, fanno i compiti".
Nella lista, personaggi celebri come Bob Geldof (per l'organizzazione del Live8) e Placido Domingo (per le iniziative benefiche alle quali si dedica da anni) ma anche meno noti, come il conducente del metrò londinese, Jeff Porter, che portò i suoi passeggeri in salvo quando, il 7 luglio, i terroristi colpirono il sistema dei trasporti della capitale. O i fratelli Jake e Aleksis Zarin, che hanno aiutato a ricostruire un villaggio dello Sri Lanka devastato dallo tsunami.
Ad accomunare gli "eroi", scrive la rivista, "è la loro infaticabile volontà di fare pressione sui leader politici ed economici mondiali, per trasformare in realtà la loro retorica sul commercio libero, la cancellazione del debito e gli aiuti". In questo senso, Grillo è un eroe "seriously funny" ("seriamente divertente") per il modo in cui ha usato lo humour pungente per denunciare, negli anni, mali della società che la classe politica ed il gotha finanziario non vedevano e non toccavano.
Time ricorda che, quando nel dicembre del 2003 l'Italia fu scossa dallo scandalo Parmalat, erano già due anni che lui, nei suoi spettacoli, faceva battute sui poco trasparenti bilanci della società parmigiana. O come fu "bandito" dal piccolo schermo quando, durante un programma Rai nel 1987, mise in dubbio l'onestà dell'allora premier Bettino Craxi.
Grillo commenta la sua presenza nella lista con poche parole: "E' una cosa che fa piacere...". Lontano, per scelta, dai riflettori, il comico attualmente è un mattatore del web, ha scelto di comunicare con il pubblico senza alcuna forma di mediazione, attraverso il suo blog, "del resto - sostiene - non mi sembra che di questi tempi il mondo dell'informazione goda di ottima salute, soprattutto in Italia. Basta pensare ai giornali, agli editori, o alle televisioni in mano agli sponsor".
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ESTERO : Turchia e Ue: quale futuro? |
Inviato da Visitatore il 5/10/2005 9:55:56 (548 letture)
di Roberto Tomassoni (Italia dei Valori – Marche)
I negoziati per il futuro ingresso della Turchia nell’Ue hanno ufficialmente preso il via questa notte, dopo ore di trattative febbrili atte a risolvere alcuni contrasti in seno ai 25 ministri degli esteri dell’Unione. L’Austria, in particolare, ha deciso di non contrastare oltre l’avvio delle trattative dopo aver ricevuto ampie rassicurazioni da parte del ministro inglese Jack Straw, sul procedere dei negoziati per l’adesione di un altro paese sotto attenta osservazione, la Croazia. Il paese balcanico collabora pienamente alle indagini del Tribunale Penale Internazionale, alla continua ricerca dei criminali di guerra della ex Jugoslavia.
Sebbene profondamente xenofilo (simpatia per lo straniero) non posso non avere qualche perplessità sull’effettiva utilità dell’ingresso della Turchia nell’Ue. Da un punto di vista economico un rapporto di partenariato privilegiato (auspicato da più parti) avrebbe forse ottenuto gli stessi risultati di un’adesione completa. Si è deciso tuttavia diversamente. Sotto il profilo politico l’ingresso dei turchi rappresenterebbe da un lato un indubbio successo dell’Ue tutta. D’altro canto, però, vi sono delle incertezze sulle quali vorrei soffermarmi. ..continua
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ESTERO : CINA, SEMPRE PIU' VECCHI |
Inviato da BlSabbatH il 4/9/2005 23:04:31 (492 letture)
Cina: L'invecchiamento della popolazione minaccia la crescita di Enrico Biego
I Paesi in via di sviluppo prima diventano ricchi, poi diventano vecchi. La Cina sta diventando vecchia senza essere ancora ricca. Ha smesso di crescere demograficamente e le conseguenze potrebbero essere drammatiche. La stabilità demografica, nel lungo termine, si ha con un tasso di crescita di 2,1 figli per donna. Da qui al 2025, in Cina il tasso stimato sarà di 1,8. E in alcune città, come Shanghai e Pechino, già da dieci anni è pari ad un figlio per donna. L’invecchiamento della popolazione è stato causato dalla politica del figlio unico promossa negli ultimi vent'anni. Quando Mao Zedong prese il potere, nel 1949, la Cina contava circa 550 milioni di persone. Nel 1973 toccava i 900 milioni a causa della scelta strategica di aumentare il numero della popolazione per renderla una potenza militare. Deng Xiao Ping, nel 1979, scelse di fermare la crescita demografica attraverso la politica del figlio unico, per permettere al Paese di svilupparsi: l’aumento demografico avrebbe annullato le conquiste economiche.
Oggi, a causa di questa scelta, la Cina si trova ad affrontare il problema esattamente opposto: tassi di natalità molto bassi, con un'aspettativa di vita che ha raggiunto 70 anni, con punte (Pechino) di 79,6 anni. Secondo l’Accademia cinese delle scienze sociali, nel 2025 ci sarà il 25% in meno della popolazione sotto i 15 anni, e il numero delle persone tra i 60 e gli 80 anni aumenterà del 30%. Nel 1995 l’eta media in Cina era 27 anni, nel 2025 sarà 40 anni. Questo trend demografico è accompagnato della disparità fra numero dei maschi e delle femmine: per ogni cento donne esistono 118 uomini. La forbice numerica che si è creata tra i due sessi è già fonte di instabilità sociale. Gli uomini fanno fatica a trovare delle donne da sposare. Normalmente, questo problema veniva risolto "guardando in basso": gli uomini sposavano le donne di alcuni anni più giovani, perché le generazioni più giovani erano numericamente superiori. Dal momento che non esiste più questa possibilità, perché l’albero demografico si è rovesciato, molti uomini rimangono senza moglie. In Cina, avere una moglie e una famiglia è fondamentale per l’affermazione sociale. Questo significa che milioni di uomini andranno risocializzati, affinché possano accettare una vita da single.
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ESTERO : LO SCHIAFFO INTELLIGENTE DI CHAVEZ |
Inviato da BlSabbatH il 31/8/2005 14:28:17 (438 letture)
Il Venezuela offrirà gasolio a basso prezzo alle fasce povere della popolazione statunitense, e 150.000 posti per operazioni oftalmiche. Lo ha annunciato ieri il presidente venezuelano Hugo Chavez nel suo programma radio-televisivo domenicale "Alò Presidente". La riduzione di prezzo, che potrà arrivare al 40%, sarà possibile perché la vendita sarà effettuata attraverso la Citgo, filiale americana della statale Petroleos de Venezuela senza intermediari. Il combustibile arriverà fino alle case dei poveri con l'aiuto di organizzazioni di sostegno sociale come quella guidata dal reverendo Jesse Jackson. Quest'ultimo ha assistito al programma di Chavez e ha fissato un appuntamento per la settimana prossima con il ministro del petrolio venezuelano Rafael Ramirez. Secondo Chavez, sarà possibile fornire gasolio a 7-8 milioni di poveri americani. Chavez ha offerto anche la possibilità di compiere 150.000 operazioni chirurgiche oftalmiche nelle cliniche venezuelane, ai poveri americani che non possono permettersele nel loro paese. Il presidente venezuelano ha inoltre affermato che, nel quadro dell'"Operación Milagro" ...continua
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Inviato da artibani il 29/8/2005 9:40:39 (608 letture)
E’ stato il fondatore negli anni 70 dei Cripes, una delle più famose e violente gangs di Los Angeles. E’ stato accusato di quattro omicidi, per i quali è stato condannato alla pena di morte dalla stato della California. Proprio la California, quella delle palme e delle Mustang Cabrio, quella delle playmates e della dorata hoollywood: paradiso apparente ed inferno reale nella stessa “terra degli angeli”. Ora, destino vuole che quest’uomo, ad un certo punto della sua detenzione abbia deciso di cambiare i suoi modi, le sue intenzioni e la sua vita, e lo abbia fatta in maniera concreta. Tookie, negli anni 90 con l’aiuto di una giornalista, ha deciso di far uscire la sua voce da San Quintino, per urlare al mondo, ai giovani, ai bambini, che la violenza è stato ed è il modo più sbagliato di affrancarsi, di essere rispettati, di crearsi un futuro. Il suo pensiero è diventato inchiostro, dando vita ad una collana pubblicata in tutto il mondo, una collana in cui urla ai ragazzi delle gangs “NON FATELO!La sua esperienza è ascoltata, lo spirito di emulazione nei suo riguardi cambia traiettoria, dirigendosi non più verso il leader indiscusso ed ammirato dai giovani sbandati, ma verso l’uomo redento. Dissuasione alla violenza da parte sua, è una cosa che i giovani ascoltano più volentieri, che seguono,proprio per il suo grande carisma: lo avesse detto un qualsivoglia politico, se ne sarebbero fottuti..invece lo ha detto TOOKIE! E’ come mettere Maradona e Biscardi ad insegnare calci…da chi andreste ad imparare come si palleggia? La voce di tookie glik è valsa un qualcosa di cui pochi si possono fregiare: 2 candidature al NOBEL, di cui una per la pace: Ghandi; Walesa, Madre Teresa, Nelson Mandela, Giovanni Paolo…alcuni nomi di candidati allo stesso premio. Vorrà dire qualcosa?Vorrà dire che un uomo, cristianamente, si possa redimere? Oppure no, continuiamo a puntare l’indice, bravi, è lui il colpevole. Nossignore, quest’uomo deve vivere perché sta permettendo a molti giovani di vivere, e di fare qualcosa che nemmeno sapevano esistesse:SPERARE! Firmate, se vorrete, la petizione online per permettere a Tookie di vivere e dare ancora, dalla sua cella di San Quintino, voce alla speranza di quelli meno fortunati di voi: http://www.savetookie.org/. Oppure mettete all’indice, che è più facile… VALLANZASCA, RENATO: IN CARCERE DA 33 ANNI, UNICO IN ITALIA. BUNKER, EDWARD: CARCERATO, AUTORE DI PRIM’ORDINE DI LIBRI CHE AVETE DIVORATO SOTTO GLI OMBRELLONI, ATTORE DEI FILM DI TARANTINO CHE TANTO AMATE, MORTO A LOS ANGELES IL 19 LUGLIO,SENZA NEMMENO UN TRAFILETTO.
WILLIAMS, STAN, DETTO TOOKIE: Premiato ed amato dalla moglie di Mandela, Candidato al Nobel per la pace, condannato a morte...continua
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ESTERO : Spagna, vittoria di Zapatero. E' legge il matrimonio gay |
Inviato da Visitatore il 4/7/2005 8:15:05 (479 letture)
Dopo la sconfitta di Aznar e l'elezione del socialista Zapatero (socialista nel vero senso del termine..) dopo il ritiro delle truppe dall'Iraq, in questo clima di fortunata rivoluzione in Spagna, non poteva mancare la svolta sessuale..una vera batosta per il clero spagnolo, illuso di avere per sè la maggior parte dei consensi.. Dunque la Spagna si aggrega, assieme a Belgio e Olanda, formando il tris dei paesi europei dove le unioni omosessuali sono in tutto e per tutto, unioni di fatto..L'italia dovrebbe ispirarsi a paesi molto più vicini piuttosto che rivolgere lo sguardo perennemente oltre oceano! Successo per il primo ministro Josè Luis Rodriguez Zapatero. La legge sui matrimoni tra omosessuali, fiore all'occhiello della politica socialista, è stata infatti approvata dal Parlamento con 187 voti a favore, 147 contrari e 4 astensioni.
A favore del progetto hanno votato i gruppi del Psoe, Pnv Erc, la coaliciòn Canaria, Iu-Icv, il gruppo misto e nuovamente Celia Villalobos del Partito Popolare. Permettendo di ottenere la maggioranza assoluta. >>BlSabbatH
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ESTERO : False le notizie su Cuba? |
Inviato da EleneVisentin il 22/3/2005 8:27:20 (647 letture)
 Di Aldo Vincent
*I rapporti di Amnesty International su Cuba manipolati dai media*
*Il rapporto di Amnesty International evidenzia come la situazione dei diritti umani a Cuba sia utilizzata a fini politici dai media e dal governo statunitense che invece fingono di ignorare tanto Guantanamo come la situazione cinese. Mentre a Ginevra sarà presentata una risoluzione contro Cuba, nessuna risoluzione sarà presentata contro la Cina, né, ovviamente, contro gli Stati Uniti.*
Amnesty International merita il massimo rispetto. L'Ambasciata statunitense all'Avana ne merita ben poco. Per una volta però i dati tra questi due enti coincidono quasi perfettamente. A Cuba ci sarebbero 75 prigionieri politici secondo l'Ambasciata e 71 prigionieri politici secondo Amnistia Internazionale.
Anche un solo prigioniero d'opinione è troppo, ma a questa cifra vanno sottratte alcune decine di unità. Sono le persone arrestate e condannate perché in processi alla luce del sole è stato dimostrato che queste sono state iscritte a libro paga dell'Ambasciata. L'Ambasciata stessa ammette pubblicamente di distribuire almeno 2 milioni di dollari statunitensi al mese ai "dissidenti". E se ne vanta esercitando il potere di corruzione che i ricchi sanno di detenere nei confronti dei poveri. Questi ricevono stipendi medi di 2000 dollari in un paese dove un primario d'ospedale prende 30 dollari al mese. Chiunque in Italia o negli Stati Uniti ricevesse, da un paese che si considera nemico del proprio, dei fondi pari a 70 volte lo stipendio di un primario ospedaliero (in Italia in proporzione farebbero un sontuoso appannaggio di circa 300.000 Euro al mese!) sarebbe giudicato da un tribunale militare e condannato in Italia all'ergastolo e negli Stati Uniti alla pena di morte per alto tradimento.
E' difficile sapere tra i 71 considerati prigionieri politici da Amnistia, quanti siano i dissidenti veri e propri e quanti siano i traditori. Solo per comodità supponiamo che siano la metà. Anche se Amnistia, giustamente, non può permettersi di fare questa divisione, è politicamente corretto farla e i traditori comunque non possono essere considerati prigionieri politici. E' chiaro invece che proprio in questo modo viene oscurata il fatto che a Cuba esiste una dissidenza che però non è disposta a farsi corrompere dal governo degli Stati Uniti, che quindi a questo non interessa e che per questo paga un prezzo due volte più alto...continua
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ESTERO : Democrazia, libertà di espressione, la paura di Internet |
Inviato da Visitatore il 17/3/2005 17:23:24 (508 letture)
17/03/05 - News - Tunisi - "È con un senso di shock e profonda tristezza che abbiamo saputo della morte di Zouhair Yahyaoui, un vero combattente per i diritti umani e la libertà di espressione". Questo il messaggio di commiato che si legge da qualche ora sul sito dell'organizzazione giornalistica Index on Censorship, tra quelle che sono state più vicine al 36enne blogger tunisino morto tre giorni fa per un A piangere la sua morte sono in tanti in queste ore, basta dare un'occhiata ai link pubblicati dai suoi amici sul suo sito, TuneZine.com, quello stesso sito dal quale Zouhair aveva lanciato la sua sfida per la libertà che lo ha condotto in carcere il 4 giugno del 2002 per uscirne soltanto, come ricorderanno i lettori di PI, un anno e mezzo dopo.
Zouhair (nella foto) a detta di tutti coloro che l'hanno conosciuto e che in queste ore lo stanno ricordando per le sue idee e per la crudele repressione subita dal Governo di Tunisi era diventato un esempio per molti: un'ispirazione lo aveva guidato fino a Ginevra, dove ad un summit delle Nazioni Unite era riuscito a ritagliarsi uno spazio per parlare della severa censura attuata dalle autorità tunisine.
La scomparsa di Zouhair solleva molte polemiche, anche perché molti l'attribuiscono al durissimo trattamento cui è stato soggetto in prigione dove, torturato, malmenato e isolato, era stato costretto ad attuare uno sciopero della fame nel tentativo di far cessare quell'odiosa situazione. ...continua
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ESTERO : Mozambico. Democrazia da operetta |
Inviato da oreste il 1/3/2005 9:45:53 (448 letture)
Mentre nel mondo l’attenzione era ancora centrata sui risultati delle elezioni negli Stati Uniti, in Mozambico si svolgevano le elezioni presidenziali e politiche l’uno ed il due dicembre. Per la terza volta nella storia, questo paese chiama i suoi cittadini ad esprimere il diritto di voto. Dopo aver vissuto una storia di guerre, violenze e soprusi, nel 1994 viene firmata la pace fra i due maggiori contendenti, Frelimo e Renamo. Da allora la lotta divenne pacifica, ma con toni aspri.
La Frelimo, il partito al potere, ha sempre vinto tutte le elezioni sia parlamentari che presidenziali, quest’ultima elezione non rappresenta una eccezione. La vittoria non è una notizia di grande rilevanza, è però doveroso informare i contribuenti di tanti paesi, non ultima l’Italia, su come è stato speso il denaro che ha finanziato la macchina elettorale locale ed osservare se tale spesa ha realmente contribuito alla crescita democratica del Mozambico. All’inizio di novembre 2004, la macchina elettorale istituzionale si mette in moto. Gli attori principali sono la CNE (Commissione Nazionale Elettorale), il CC (Centro Carter di osservatori statunitensi), la UE (Unione Europea con i suoi osservatori). Vi sono attori minori: STAE (braccio tecnico cel CNE), osservatori del Commonwealth, dell’Unione Africana e di altri stati singoli....CONTINUA
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ESTERO : Somalia: Le madri emarginate |
Inviato da graziellagottardo il 18/2/2005 15:23:27 (616 letture)

Milioni sono le donne che porteranno per il resto della loro vita le conseguenze di un parto non assistito adeguatamente, e sconteranno con l’emarginazione, Catherine Hamlin vive e lavora in Africa da anni.Originaria dell’Australia , si è trasferita nel continente africano per passione e per lavoro. Insieme al marito ha contribuito alla creazione di un piccolo ospedale nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba. Negli anni il centro di cura è stato ingrandito , ed è diventato un punto di riferimento molto importante , se non l’unico, delle popolazioni di quella zona . Quest’anno il Centro Hamlin è stato premiato dalla Federazione Mondiale Ginecologi , riconoscendo così l’importanza dell’opera sanitaria prestata nei confronti delle donne con problemi post-parto. Oltre alle comuni attività curative ed assistenziali il centro si è specializzato in un settore chirurgico molto particolare: vi vengono operate le donne con gravi problemi di fistole ostetriche.
Cosa sono le fistole ostetriche?
Si tratta di lesioni iatrogene a carico delle pareti vaginali e del tessuto che compone la vescica. Il tessuto viene lacerato e si aprono dei veri e propri fori, dai quali filtra l’urina. La donna avrà così una perdita continua di liquido urinario. Questo particolare tipo di lesioni viene maldestramente causato da manovre ostetriche praticate da persone non competenti, soprattutto nelle zone rurali dove manca l’assistenza sanitaria adeguata ed il medico dista a decine , se non centinaia di km di distanza. La partoriente deve affidarsi alle mani della mammana del villaggio, e partorire in condizioni igieniche molto precarie per se e per il nascituro. Milioni sono dunque le donne che porteranno per il resto della loro vita le conseguenze di un parto non assistito adeguatamente, e sconteranno con l’emarginazione, la mortificazione, e l’abbandono le offese fisiche subite con la gravidanza e il parto. Venendo loro a mancare l’integrità fisica e la normale prestanza, l’ambiente e la mentalità arretrata persino di parenti e mariti impone loro il marchio della vergogna, relegandole nei recessi delle abitazioni come fardelli da nascondere, buttate ratrappite su una stuoia , nonstante la giovane età di molte di esse. continua....
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Inviato da giovindia il 17/2/2005 8:48:52 (523 letture)
Contrariamente alle affermazioni del beneamato capo del governo italiano l'Italia a livello mondiale e' considerata allo stesso modo del due di bastoni a briscola.
Come cittadino italiano residente in India da ben 19 anni mi sono sentito uimiliato dal fatto che la visita del nostro Presidente Ciampi non ha avuto nessun impatto sulla stampa locale e contrariamente alla visita prevista in India sul ritorno dalla Cina del signor Berlusconi dove noi residenti fummo convocati a Delhi con una lettera delle nostre rappresentative diplomatiche, questa volta nessuno ci ha informati di questa visita. Poi all'ultimo momento il nostro diede forfait per "mal di pancia", radio scarpa aveva gia' previsto il mal di pancia infatti i veterani cestinarono la convocazione alla sua ricezione, il sottoscritto la cestino' per nmon anticipare l'atto del muratore mantovano. Ciampi puo' dire grazie a berlusconi se questi "comunisti"indiani hanno cancellato l'Italia dai G8 passandola nella categoria tomatoes republic, banana republic sarebbe gia' troppo.
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ESTERO : La Cia: «Nessu legame Saddam-Zarqawi» |
Inviato da Politikon il 6/10/2004 12:59:01 (549 letture)
Nessuna prova del legame tra Saddam e Al Zarqawi Lo dice un rapporto Cia. Non esistono dunque prove definitive che l'ex presidente iracheno Saddam Hussein abbia dato rifugio ad Abu Musab al-Zarqawi, come sostenuto dall'amministrazione Bush prima dell'invasione dell'Iraq. «Non c'è alcuna prova definitiva che il regime di Saddam Hussein abbia dato ospitalità a Zarqawi» ha detto un funzionario Usa a proposito delle conclusioni della Cia
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ESTERO : Il fantasma di Franco risveglia la Spagna dal sonno |
Inviato da Politikon il 16/9/2004 11:47:44 (525 letture)
 Torna il fantasma di Franco e risveglia la Spagna dal sonno Spagna, Franco non è più tabù. Dopo la condanna del regime da parte del Parlamento il paese è costretto a fare i conti un passato a lungo sepolto. Decine di monumenti mostrano che nella democratica Spagna la memoria è contraddittoria: il caudillo è l’unico sterminatore del ‘900 di cui in Europa si trovino ancora statue e busti. Per anni ha regnato l’oblio: per i socialisti era bene dimenticare la dittatura, per non perdere appoggi fra i ceti medi. I popolari sapevano bene che i nostalgici oggi votano per loro. Nel 1975 ultimo anno della dittatura quando Franco morì, furono effettuati ancora 1000 arresti politici e condannate alla garota ( strozzamento con cinghia) 5 persone. ...Un milione di spagnoli, nel 1936 il 4% della popolazione, fu costretta all’esilio. Altri trecentomila furono licenziati, soprattutto nelle scuole, dove la curia partecipò attivamente all’epurazione. I franchismi uccisero sistematicamente i militanti dei partiti che aderivano al Fronte popolare, un confuso arcobaleno dalla sinistra liberale fino agli anarchici; i massoni; i sindacalisti del Ugt socialista e della Cnt anarchica; i membri delle giurie miste che avevano accolto le richieste delle Commissioni operaie, espropriando terreni e proprietà.... ...Il lavoro forzato imposto fino al 1950 a ventimila prigionieri, per arricchire gerarchi e industrie amiche. I bambini, orfani di repubblicani uccisi, che furono consegnati a monasteri o a genitori adottivi di provata fede franchista... In coda: Storia della Guerra Civile Spagnola
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ESTERO : Medici americani complici nelle torture ad Abu Ghraib |
Inviato da ErmannoCrivellin il 21/8/2004 0:11:13 (660 letture)
Sono complici nelle torture i medici militari americani in Iraq e in Afghanistan. L’autorevole rivista specializzata Lancet cita casi agghiaccianti: certificati di morte falsificati per assicurare l’impunità agli assassini, segni evidenti di sevizie ignorati nei referti medici, e almeno un caso in cui un prigioniero svenuto venne rianimato dal medico perché le torture potessero continuare.
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ESTERO : Venezuela: Chi è Hugo Chàvez, perchè ha vinto |
Inviato da FabioGreggio il 17/8/2004 2:21:34 (556 letture)
...Chávez venne al potere dopo che il tradizionale sistema politico in Venezuela si era autodistrutto durante gli anni 90. Ma i resti del vecchio regime, particolarmente forti nei media, hanno sostenuto una ferma lotta contro di lui, in un paese dove le avversioni razziste ereditate dall’era coloniale non sono mai lontane dalla superficie....
...Strettamente alleato di Fidel Castro, compete con il leader Cubano nelle sue fiere denunce contro George Bush, una strategia che ha buon gioco con la larga maggioranza della popolazione dell’America Latina, dove solo le elite accolgono di buon grado le ricette economiche e politiche escogitate a Washington....
...Mentre Chávez ha mantenuto la sua popolarità dopo quasi sei anni di presidenza, in America Latina l’appoggio ai leader dichiaratamente a favore degli Stati Uniti, come Vicente Fox in Messico e Alejandro Toledo in Peru, è sceso a zero....
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ESTERO : IL VIDEO DELLA DECAPITAZIONE DI PAUL JOHONSON |
Inviato da Visitatore il 20/7/2004 16:26:45 (971 letture)
 
Ecco l'ennesimo video della barbarie umane: la decapitazione di Paul Johnoson, l'americano di cui ancora non circolava il video. Il CLIP si può scaricare dopo essersi iscritti al sito clikkando e salvando col destro sul collegamento. Il CLIP non è presente nel nostro sito, ma clikkando col destro del mause sul link potrete fare il dowload diretto salvandolo in una vostra cartella. ATTENZIONE AI MINORI: LE IMMAGINI SONO CONSIGLIATE AD UN PUBBLICO ADULTO E CONSENZIENTE. Clikka su continua, qui sotto, per le istruzioni
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ESTERO : Rachel Corrie:uccisa per il Muro in Israele. Le foto |
Inviato da FabioGreggio il 12/7/2004 10:18:59 (520 letture)
 Era una studentessa dell’Università di Olympia (Washington), e faceva parte del movimento per la giustizia e la pace. Con la sua associazione pacifista aveva organizzato iniziative in occasione dell’anniversario dell’11 settembre, per ricordare sia le vittime delle stragi, sia quelle della guerra in Afghanistan. Rachel aveva deciso di passare dalla teoria all’azione, andando in Israele, dove si era unita al gruppo filo palestinese Movimento Internazionale di Solidarietà. Con questa Associazione partecipava ad azioni, per bloccare le ruspe israeliane, che cercavano di abbattere le case dei kamikaze e dei loro parenti, nei territori palestinesi. Il 15 Marzo in un’azione a Rafah nella striscia di Gaza, Rachel era con i suoi amici per cercare di opporsi alle demolizioni. “Era seduta sulla traiettoria del Bulldozer, il conducente l’ha vista, ha proseguito e le è passato sopra” ha dichiarato Joseph Smith, militante pacifista americano. “la ruspa le ha versato sopra la terra e poi si è messa a schiacciarla” FOTO ALL'INTERNO
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